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Le ville a graticcio dominano in Porta Lodovica

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Milano si conferma poliglotta anche da un punto di vista architettonico. La città racchiude numerosi stili di diverse epoche. Spesso esportati da un’altra regione ritroviamo questi stili nelle dimore private per il capriccio di qualche ricco borghese. Potrebbe essere questo il motivo della costruzione delle due villette a graticcio in Porta Lodovica.

graticcio

Siamo a sud di Milano, non troppo distanti dall’università Bocconi. Questa zona conobbe la sua massima espansione edilizia intorno agli anni ’20 e ’30. Le case del quartiere, tutte villette, sono state costruite secondo uno stile eclettico e Liberty, insomma non vi sono particolari differenze fra le diverse abitazioni.

Eppure, appena si arriva in via Gianbologna sono due le villette che catturano l’attenzione. Si tratta di due case costruite secondo il modello a graticcio. C’è chi dice che un angolo di Inghilterra si ritrova racchiuso tra le via Tabacchi, Castelbarco, Tibaldi e Gianbologna.

Che cos’è lo stile a graticcio?

Lo stile a graticcio è un particolare stile diffusosi sopratutto nel centro dell’Europa a partire dal Medioevo. Le facciate delle abitazioni sono caratterizzate da un motivo che possiamo definire “a grata”. L’abitazione si regge su un intelaiatura di travi che si intrecciano tra loro in verticale, in orizzontale e in obliquo. Le travi vengono lasciate a vista e questo è la particolarità dello stile. Gli spazi tra le travi vengono riempiti con particolari composti di legno e limo, pietra o laterizi, tutti elementi non portanti.

graticcio

Dove nasce?

Le villette di Porta Lodovica a Milano vengono spesso definite in stile Tudor. Lo stile a graticcio nacque in Germania, quando il legno e la pietra erano materiali prediletti per la costruzione delle abitazioni. Sia per motivi di reperibilità, sia per tradizione culturale e tecnica. Lo stile si diffuse poi in tutta Europa, sopratutto attraverso la colonizzazione normanna. In Inghilterra lo stile prende il nome di timber freming o half-timbering. Lo stile a graticcio inglese ha diverse caratteristiche comuni a quello tedesco e venne ampiamente utilizzato durante il regno dei Tudor. Da qui l’appellativo conferito alle due villette milanesi.

Perché due villette a graticcio a Milano?

Difficile è reperire delle informazioni sulle due villette.

La risposta inglese

Secondo un numero di “Abitare” del 1988 la costruzione delle casa risalirebbe al 1925. Una donna inglese si sposò con un italiano e nostalgica della sua terra gli chiese di poter abitare in una casa in stile inglese. Cosi in occasione di un esposizione edilizia che si svolse a Milano il facoltoso e innamorato marito, assieme a sua moglie, scelsero una casa in vero stile british che poi fecero ricostruire a Milano in via Gianbologna.

graticcio

… E quella tedesca

L’altra fonte fornisce invece un’altra versione che spiega la costruzione delle case. Si tratta di un numero della rivista “Sentieri in città- Notiziario di Bosco in Città e Parco delle Cave“. Secondo le informazioni riportate nel giornale stavolta le due villette sarebbero state costruito per volere di due tedeschi nostalgici del loro paese. Due pianisti che si diceva si poteva sentire suonare il piano durante il passaggio in via Gianbologna.

Misteriosa rimane ancora oggi la ragione della costruzione delle due villette. Comunque siano andate le cose le casette con i tetti spioventi, le vetrate colorate, gli alti camini, e la grata di legno che ne caratterizza le facciate ci porta in terre straniere. Germania, Austria, Svizzera, Francia, Inghilterra o Italia?

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Lenovo arriva a Milano: il primo Flagship store d’Europa

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Lenovo arriva a Milano e sarà proprio nella nostra città che aprirà il suo primo Flagship store d’Europa. L’inaugurazione dello store, del più grande produttore di computer e smartphone al mondo, è prevista nei primi mesi del 2020. Il nuovo store sarà all’angolo fra corso Matteotti e via S. Pietro all’Orto, in un edificio di tre piani. La location sarà suddivisa in diverse aree. Saranno disponibili zone di co-working, un Auditorium, un bar e ovviamente un angolo commerciale per esperienze immersive e l’utilizzo dei prodotti.

“Siamo orgogliosi di aprire a Milano uno spazio di incontro tecnologico, sociale, culturale ma anche di relax e di svago, in cui le persone possano provare nuove esperienze con il mondo digitale. Ci auguriamo con questa iniziativa di dare un contributo alla creazione di un ecosistema dedicato all’innovazione che possa offrire a Milano ulteriore impulso verso l’apertura e la crescita internazionali.” ha dichiarato Emanuele Baldi, Amministratore delegato e Country General Manager di Lenovo per l’Italia.

Lenovo arriva a Milano: il primo Flagship store d’Europa

Il colosso cinese Lenovo arriva a Milano, nei primi mesi del 2020, con il suo primo Flagship store d’Europa. Un edificio di tre piani, che ospiterà il produttore di computer e smartphone, sarà un negozio ma non solo. Pensato e realizzato per la condivisione e l’incontro e non solo per la presentazione e la vendita dei prodotti. Ovviamente la showcase non mancherà, ma troveremo anche un Auditorium, un bar e persino delle zone dedicate al co-working.

Il Flagship Store sarà “un luogo in cui le persone incontrano la tecnologia e le possibilità che questa offre di migliorare la vita degli individui e contribuire al progresso della società”.

“Stiamo progettando un luogo dove sia possibile sperimentare e conoscere le tecnologie che migliorano la vita di oggi e quella futura, dalle soluzioni dell’high performance computing ai nuovi PC e tablet con IA, dai dispositivi connessi al gaming alla realtà virtuale fino agli smartphone. Aperto a soluzioni di partner e brand che hanno un ruolo fondamentale nell’innovazione. Forme e design del Flagship Store interpreteranno questo obiettivo e i valori di Lenovo, creando un contesto di conoscenza.”

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Albero di Natale in Piazza Duomo a Milano: non il solito albero

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Quest’anno l‘albero di Natale in Piazza Duomo a Milano non sarà il solito albero. L‘allestimento del 2019 è affidato alla catena di supermercati Esselunga, che ha deciso per una novità. Mentre tutti si aspettano il classico e altissimo abete, più o meno spennacchiato e addobbato, molti rimarranno sorpresi. All’ombra della Madonnina questo Natale sorgerà un albero, ma sarà fatto interamente di metallo.

LEGGI ANCHE: Albero di Natale in Duomo: Cerimonia di Accensione 2018

Albero di Natale in Piazza Duomo a Milano: non il solito albero

I lavori sono già in atto e a breve sorgerà un gigantesco cono, che richiamerà un vero e proprio abete, illuminato da migliaia e migliaia di luci. il costo? 975mila euro.

“Milano super Christmas 2019. Esselunga ha scelto di regalare un segno che ravviverà il Natale dei milanesi”, si legge intorno al cantiere sorto in piazza Duomo.

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Trasporti

Sciopero 28 e 29 novembre a Milano: tutti i mezzi coinvolti

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Una settimana fa era uscita la notizia che il persona dei mezzi Atm avrebbero nuovamente scioperato, questa volta di giovedì. Accanto a questa interruzione del servizio, arriva però una nuova notizia. Un nuovo sciopero, per il giorno successivo, è previsto non solo a Milano ma in tutta Italia e che riguarderà tutte le categorie di lavoratori pubblici e privati. Ecco chi incrocerà le braccia e per quanto durante lo sciopero del 28 e 29 novembre a Milano.

LEGGI ANCHE: Sciopero Atm 28 novembre Milano: ecco i mezzi a rischio

Sciopero 28 e 29 novembre a Milano

Lo sciopero del 28 novembre di Arm

Lo sciopero del 28 novembre dei mezzi Atm è stato indetto dal sindacato Cub e durerà ben 24 ore. Ancora non sono state comunicate le fasce di garanzia dall’azienda dei trasporti di Milano. Il ministero dei Trasporti comunica che lo sciopero riguarderà anche NET, la compagnia che gestisce le linee nel comune di Monza e in alcune province della Lombardia.

Lo sciopero del 29 novembre in tutta Italia

Lo sciopero generale del 29 novembre, indetto dal sindacato USB, riguarderà tutte le categorie di lavoratori pubblici e privati. Lo sciopero è stato indetto per protestare contro la gestione del caso dell’ex ILVA di Taranto, città in cui si terrà una manifestazione, e contro le richieste di ArcelorMittal avanzate durante la trattativa con il governo.

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