Un nuovo episodio della nostra rassegna di film ambientati a Milano. Oggi il film di Checco Zalone del 2011 Che Bella Giornata

Ecco la trama:
Checco, security di una discoteca della Brianza, sogna di fare il carabiniere ma viene respinto al colloquio. Grazie alla raccomandazione di uno zio presso il vescovo di Milano, si ritrova a lavorare come addetto alla sicurezza del Duomo. Qui conosce Farah, una ragazza araba che si finge studentessa di architettura per avvicinare la Madonnina, ai piedi della quale medita in realtà di depositare una bomba per vendicare l’uccisione della sua famiglia. Checco abbocca immediatamente all’amo di Farah -lui pugliese di madre tarantina e lei “francese di madre bina”- ma quel che la ragazza non può immaginare è che la maggior minaccia per il prossimo e per il patrimonio artistico italiano è rappresentata da Checco stesso: un esplosivo connubio di ignoranza e beata, razzista ingenuità.
Alla seconda prova cinematografica, Checco Zalone, il personaggio creato da Luca Medici per portare a galla il peggio del “buon uomo” italiano, conferma di possedere una scintilla di genialità, che gli permette di conquistare critica e pubblico, distraendoli persino dalle enormi debolezze di fattura dei suoi film. Più idiota di Clouseau, più ingenuo di Mr Bean, maschera poco italiana dell’italiano medio in soluzione concentrata, Zalone non conosce pudore né timore, nemmeno in fase di scrittura, e dunque si scaglia contro le missioni di pace così come contro Chiesa e clero (gli angeli e i demoni di “don Brown”, insomma), come pochi altri oserebbero fare al di là di una battuta, così in grande stile.
Che Bella Giornata non prosegue Cado dalle nubi, il setting è stato azzerato e ripensato in toto, ma estingue per sempre il dubbio che il comico avesse un unico colpo in canna, fatto della somma delle sue sparate televisive, e ci permette di salutare davvero l’avvento di un talento così intelligente da prendere il proprio pubblico come target nel senso letterale di bersaglio (sviando minimamente le indagini quando seleziona l’Islam a pretesto, per impugnarlo in realtà come uno specchio impietoso).
La trovata dell’agente di sicurezza, versione italiota della spia che altrove ha combinato guai immensi (una per tutte, Johnny English), inserisce il nostro idiota del villaggio nel cuore delle relazioni istituzionali, alzando dunque il tiro rispetto all’ambientazione familiare del primo film, ma conservando perfettamente la portata disintegrante del protagonista in quanto elemento (la definizione è di Marescotti) “socialmente scorretto” prima e forse più che politically uncorrect.
Regia di Gennaro Nunziante, musiche diabolicamente indimenticabili di Checco Zalone.

Ecco il video:

Che Bella Giornata – Trailer

Alcune curiosità sul film

Checco Zalone in realtà si chiama Luca Medici, barese di Capurso, laureato in legge e jazzista,

Il concerto ad Alberobello doveva essere presenziato dagli Afterhours. Poichè il gruppo era in tour durante le riprese del film, è stato chiamato Paparezza.

Durante il concerto c’è una ragazza che duetta con Paparezza: si tratta della vera fidanzata di Checco Zalone.

Il quadro della vergine che viene rubato da Checco durante il film è stato appositamente commissionato dall’artista pugliese

Il Duomo di Milano doveva essere la location principale per il Battesimo del nipote di Zalone. Viste le difficoltà nell’ottenere i permessi per girare la scena, il tutto si è svolto ad Alberobello, che per l’occasione, è stato chiuso al pubblico.

Il dialogo tra Checco e il Vescovo era in origine molto più lungo: in particolare in una scena Zalone deve riparare un vecchio orologio sito in una torre antica. All’inaugurazione della torre si assiste allo stupore generale della gente accorsa a vedere l’opera d’arte, che in realtà è stata sostituita da un orologio digitale!!

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