Vaccino AstraZeneca cambia nome: ora è Vaxzevria

Vaccino AstraZeneca cambia nome, ora è Vaxzevria. Il cambio, voluto dalla casa farmaceutica e approvato dal EMA, Agenzia europea per i farmaci, è ufficiale. Il cambio di nome comporta un nuovo foglio illustrativo dove vengono menzionati i casi di trombosi.

Vaccino AstraZeneca cambia nome: ora è Vaxzevria

Visto il leggero incremento di episodi trombotici nelle donne sotto i 55 anni, l’EMA non esclude una correlazione tra questi rari casi e il vaccino. Gli studi su questa correlazione vaccino-trombosi sta continuando, e verrà pubblicato la prossima settimana un aggiornamento su questo particolare fenomeno. Sperano di riuscire a chiarire la frequenza con cui si verifica e se il rischio possa in qualche modo variare in base all’età o al sesso.

A metà marzo era stata sospesa, in via precauzionale, la somministrazione del vaccino AstraZeneca, sia in Italia, che in altri Paesi europei.

“Dare un nome a un farmaco nuovo è consuetudine. Ed è un processo che avviene in maniera separata dall’approvazione normativa, il vaccino non aveva un nome e ora ce l’ha” ha spiegato l’azienda.

E così sul nuovo foglio illustrativo del vecchio vaccino, con nome del tutto nuovo, troviamo la «coagulazione intravascolare disseminata» che può può portare ad una occlusione di una vena del cervello, ovvero una «trombosi venosa cerebrale». Si invita chi abbia respiro affannoso, dolore toracico, gonfiore alle gambe, dolore addominale persistente dopo la vaccinazione di rivolgersi ad un medico.Sono inclusi nell’elenco dei sintomi anche quelli neurologici come cefalea severa o persistente o visione offuscata, ecchimosi (petecchie) in una sede diversa da quella della vaccinazione.

Vaccini in farmacia

In base a quanto stabilito dal Decreto Sostegni le farmacie possono diventare punti vaccinali. La prenotazione avverrà da parte delle farmacie secondo le regole dettate dalle autorità sanitarie competenti e con determinati criteri di priorità. Ma per il momento la data di partenza è prevista per metà aprile. 

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Vaccini over 80 entro l’11 aprile

Entro l’11 aprile vaccinare, almeno con la prima dose, tutti gli over 80 presenti nella Regione Lombardia. Troppi errori, troppe interruzioni. Ora è il momento di accelerare e giungere ad immunizzare gli over 80. Gli appuntamenti vengono ora comunicati in via esclusivamente telefonica da Aria e verificati da Ats e Asst.

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Scendono in campo gli ospedali privati

Per recuperare i ritardi e dare una marcia in più al piano vaccinale si ricorre agli ospedali privati. Partiti da 16, gli hub vaccinali saliranno nel corso dei prossimi giorni a 30. Multimedica, Humanitas, e Auxologico sono già scesi in campo, a breve seguirà anche al San Raffaele. Salirà il numero di vaccinazioni e il numero di immunizzati. Si spera di raggiungere 10 mila appuntamenti al giorno per raggiungere le 70 mila vaccinazioni settimanali.

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Ci si vaccina anche al museo

Per portare avanti la campagna di vaccini all’intero corpo scolastico, quindi non solo insegnanti ma anche personale ausiliario, sono stati aperti i padiglioni del Museo della scienza e della tecnologia Leonardo Da Vinci.

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Vaccini in azienda e in fabbrica

Le aziende sono pronte ad aprire le porte e vaccinare in massa i propri dipendenti ma i medici sono più cauti con l’ottimismo, intravvedendo possibili problematiche. Se fosse attuabile aiuterebbe in maniera massiccia il piano vaccinale in atto in Lombardia. Accanto agli hub e gli ospedali privati, a scendere in campo contro il Covid, ora potrebbero anche esser le aziende. Una risposta concreta all’emergenza.

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