Omaggio alla città nel cuore di Milano: il giardino di Palazzo Reale

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Tra il 2015 e il 2016 per la prima volta a Palazzo Reale venne allestito un “percorso verde”. Situato nello spazio aperto retrostante, nel secondo cortile aperto sulla via Francesco Pecorari, fu ideato per essere inserito nel percorso della mostra “Mito e Natura dalla Grecia a Pompei”, Esposizione Botanica organizzata da Orticola Lombardia, allestita dagli architetti Marco Bay e Filippo Pizzoni ed ispirata al viridario delle case romane, da cui prese il titolo di “Il Viridarium di Orticola”. Successivamente nello stesso spazio venne creato un secondo percorso, sempre promosso da Orticola ed allestito dall’architetto Marco Bay , battezzato “il Giardino Futurista” perché dedicato alla mostra di Umberto Boccioni.

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In seguito a questa “sperimentazione” nello stesso spazio che, come ci tiene a precisare uno dei promotori del progetto l’assessore alla Cultura Filippo del Corno, è stato utizzato per molto tempo come parcheggio, ora è nato un giardino pubblico. Sempre realizzato dall’architetto Marco Bay, il paesaggista amante della natura conosciuto a Milano per aver ideato il controverso giardino esotico in piazza Duomo con palme e banani, è nato dal suo progetto “Giardino di Palazzo Reale”, sempre con il patner Orticola Lombardia.

La particolarità che lo distingue dagli altri giardini pubblici è che questo è un giardino pensile. Essendo un’area priva di sottosuolo non può contenere piante interrate così le piante sono state inserite in vasche metalliche dipinte in verde scuro in stile vecchia Milano e le vasche sono state disposte secondo un disegno che ricorda il vecchio giardino all’italiana anticamente situato nel cortile principale di Palazzo Reale.  Il Platanus Orientalis inserito nelle vasche è stato scelto per la possibilità di essere coltivato a ombrello così da avere un minimo impatto con l’archtettura del Palazzo Reale e da costituire un riparo ottimale in una posizione soleggiata.


Per avere una fioritura presente durante tutto l’arco dell’anno sono state scelte per il completamento dell’idea di sottobosco Myrtus comuniss, “Tarentina”, Rosa odorata mutabilis (cche prende il nome dalla capacità di mutare colore nell’arco dell’anno), Anemone japonica, Helleborus hybridus ’Black night’, Begonia grandis var. evansiana. Al tramonto un originale impianto di illuminazione lo rende molto suggestivo. La disposizione che ha creato ambienti diversi completati da sedute, continua anche sotto il portico offrendo angoli più protetti e invitando alla sosta il viandante accaldato e prosegue in una stanza “oltre il giardino” arricchita da una scenografia di pannelli rivestiti di tessuto Alcantara, sul quale sono stati stampati ad altissima risoluzione disegni dell’architetto Bay, progetto approvato e sostenuto dall’azienda Alcantara.

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