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Multe non pagate, no alla rottamazione

Multe non pagate, no alla rottamazione a Milano, così come ha deciso la Giunta Comunale, che in quetso modo aderisce alla facoltà, concessa dal Governo alle amministrazioni locali, con una legge di Dicembre 2016. La legge in questione permette alle singole Giunte Comunali di accedere alla procedura di definizione agevolata, ossia la facoltà di annullare le sanzioni applicate a multe e tributi notificati, sulle infrazioni al Codice della strada, Tasi, Tari, Imu e una serie di altri oneri.

La decisione della Giunta è motivata dalla volontà di proseguire nel proprio intento di recuperare quanto dovuto e dal fatto che la rottamazione “produrrebbe una chiara disparità di trattamento a danno di chi ha regolarmente pagato”, spiega il Comune.

La legge sulla rottamazione fa parte, fa parte di quei lavori di Bilancio che nel frattempo sono andati avanti, nonostante l’esito del referendum e tra i lavori c’era il Decreto Fiscale, che una volta completato il tour in Parlamento è stato convertito in legge, dopo l’ok del Senato. Dentro il Decreto uno sconto offerto a coloro che hanno pendenze fiscali, tributarie e multe non pagate, arrivate ad Equitalia o ad altri concessionari. Parliamo della definizione agevolata dei debiti per la quale Equitalia sul sito ufficiale ha pubblicato il modello di adesione.

L’adesione alla rottamazione infatti prevede che tutto quanto dovuto, al netto dello sconto ricevuto, dovrà essere saldato in 5 rate trimestrali, l’ultima delle quali a settembre 2018, cioè in meno di due anni. Inoltre, il 70% del debito deve essere pagato nelle rate del 2017. Chi ha già aperte rateizzazioni sulle vecchie cartelle, per aderire dovrà rinunciare ai vecchi piani di dilazione. Questi ultimi prevedevano rate mensili anche per 6 anni.

Di fronte ad uno sconto su quanto devono gli indebitati, il Governo crede di poter incassare parte dei debiti oggi pendenti e potenzialmente inesigibili. Si conta di incassare qualcosa come 4 miliardi entro il 2017 e per i contribuenti che pagheranno meno di quanto devono, chiudendo la partita col Fisco.


 

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