In fondo in fondo, anche se ci dispiace ammetterlo o forse non vorremmo, gli attacchi terroristici di questi ultimi anni hanno cambiato non poco le nostre abitudini ed il nostro modo di pensare, ed hanno anche cambiato la fisionomia di molte città italiane, soprattutto quelle al centro del mirino, come ad esempio Milano. La città meneghina a partire dagli attentati di New York, a cui poi si sono aggiunti quelli di Madrid, Londra e Parigi, è stata costretta a modificare il suo aspetto, per garantire ai cittadini ed ai turisti la maggior sicurezza possibile. Dopo l’ultimo attacco alla Ramblas di Barcellona, Milano sta sistemando sempre più jersey antiterrorismo, soprattutto sulle zone con maggior flusso pedonale.

Alle barriere sistemate agli ingressi laterali della Galleria, per le quali l’architetto Stefano Boeri ha chiesto soluzioni più naturali con alberi, si sono aggiunte proprio in questi giorni quelle in Darsena, a San Siro o all’ ingresso di piazza Gae Aulenti ed in questi giorni si stanno effettuando i sopralluoghi in altre zone della città, considerate sensibili, come ad esempio via Montenapoleone o Corso Como. Ma scopriamo insieme cosa è cambiato nel corso dei vari attentati terroristici in materia di sicurezza e dove sono stati sistemati in jersey antiterrorismo a Milano.

Come è cambiata Milano dopo i primi attentati terroristici

Una interessante lettura su come è cambiata la città e su quali siano state le misure di sicurezza introdotte dopo ogni attentato, è stata fornita dal Corriere della Sera, che ha analizzato anno dopo anno la relazione attacchi terroristici e nuove misure di sicurezza.

“Dopo l’attacco alle Torri gemelle di New York dell’11 settembre 2001, che causò la morte di 2.996 persone, l’Esercito è entrato negli aeroporti. I viaggiatori si sono dovuti abituare in fretta alla presenza dei soldati a Linate e Malpensa e soprattutto a controlli di sicurezza al check-in più invasivi. Di fronte alla minaccia di Osama Bin Laden è stata anche rafforzata la sicurezza intorno al consolato Usa di largo Donegani e alla sinagoga di via della Guastalla.”

“Dopo gli attentati ai treni di Madrid dell’11 Marzo 2004 che causarono 192 morti, l’attenzione si è spostata su stazioni ferroviarie e metrò. Anche in questo caso Esercito in pattuglia e massima attenzione a bagagli e zaini abbandonati. Se al Qaeda, che a Milano aveva uomini e basi logistiche per i mujaheddin di ritorno dai Balcani, prediligeva attacchi pianificati e su larga scala, rivolti a cosiddetti obiettivi sensibili, la vera svolta è arrivata con il califfo al Baghdadi, con i lupi solitari o con piccoli gruppi. Come la serie di attacchi che hanno portato alla strage del Bataclan di Parigi (134 morti il 13 novembre 2015), dove l’obiettivo si è spostato sui «luoghi di aggregazione», come stadio, locali e teatri. La Scala ed i Navigli sono stati protetti con pattuglie speciali, mentre polizia e carabinieri hanno introdotto Uopi e Api, equipaggi speciali per sostenere attacchi e conflitti a fuoco con mitra e fucili.”

“Dopo l’attacco di Manchester del 22 Maggio 2017 con 23 morti, è scattato l’allarme per i concerti. Con piazza Duomo a numero chiuso, 25 mila persone, zone differenziate per il pubblico e varchi con metal detector. Nizza e l’attacco al mercato di Natale a Berlino (12 morti, 19 dicembre 2016) hanno portato alle barriere in new jersey in Duomo.”

Tutto verissimo purtroppo, come è vero che se dopo i primi attacchi di New York sono stati potenziati i controlli negli aeroporti, nessuno fino alla strage di Nizza, quando un camion sulla Promenade des Anglais ha volontariamente investito ed ucciso 86 persone, aveva pensato a mettere barriere in cemento, per proteggere i luoghi con maggior transito pedonale.

I jersey antiterrorismo a Milano

Grazie a questa dettagliata mappa apparsa sul Corriere della sera, siamo in grado di vedere nello specifico dove sono stati posizionati i nuovi jersey antiterrorismo, nelle zone pedonali particolarmente affollate. Giovedì 24 agosto sono stati posizionati in blocchi di cemento nei tre accessi alla Darsena e precisamente in viale Gorizia, Piazzale Cantore e Piazza XXIV maggio, a cui si aggiungeranno a breve quelli per proteggere le due alzaie dei Navigli. Il varco che porta ai locali in Darsena sarà presidiato 24 ore su 24 da una camionetta con militari che controlleranno tutti i furgoni in transito, autorizzati per il carico e lo scarico della merce destinata ai locali della zona.

Lo scorso venerdì pomeriggio, il 18 luglio, erano già stati chiusi gli accessi di via Ugo Foscolovia Silvio Pellico. L’intenzione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica è quella di proteggere tutti i luoghi di Milano, considerati obiettivi sensibili come corso Como, dove già da sabato è presente un blocco antisfondamento all’ingresso di piazza Gae Aulenti, piazza XXIV Maggio, viale Gorizia, largo Cairoli e via Dante. Corso Buenos Aires sarà invece controllato dalle pattuglie della polizia.

San Siro e  la nuova cintura di protezione anti attentati

Per la seconda giornata di campionato, quella di domenica 27 agosto a San Siro entrerà in scena il nuovo sistema di difesa dello stadio che sarà un anello di calcestruzzo, che circonderà la cosiddetta «Scala del Calcio» e che si aggiungerà alle già presenti cancellate, agli agenti di polizia ed alla «zona antitraffico». Al sopralluogo dei comitato di sicurezza di sabato mattina, seguirà la successiva sistemazione delle barriere di cemento. Il piazzale e le vie sotto le torri del Meazza sono già protette, sono infatti già stati posizionati i jersey nel piazzale Moratti, in via Achille ed in via dei Piccolomini.

Confermate le misure di sicurezza già adottate quest’estate con i concerti dopo gli episodi avvenuti a Torino. Dai dieci varchi d’ingresso alla «zona gialla», il quadrilatero tra via Pegaso, via dei Piccolomini, via Dessié, fino ai giardini di via Tesio, potranno passare solo residenti e i titolari dei biglietti.  Poi ci sarà un secondo anello di controlli nella «zona rossa», con i metal detector da parte della polizia.

Il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica

Ma chi è che si occupa di stabilire tutte queste misure di sicurezza e decide dove piazzare i jersey in cemento? Il piano sicurezza è elaborato dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal viceprefetto vicario Darco Pellos. Nella nota conclusiva diramata da Palazzo Diotti si legge “particolare attenzione soprattutto per i mercati rionali e per gli eventi con maggiore affluenza di pubblico. Sono state verificate le manifestazioni e le iniziative più significative che interesseranno il capoluogo e la provincia nei prossimi giorni e, al riguardo, il dispositivo di sicurezza è stato valutato come efficiente e adeguato a garantire condizioni di serenità per la cittadinanza”.Non ci sono stravolgimenti rispetto all’ attenzione attuale”, ha sottolineato il vicesindaco Anna Scavuzzo, “né un aumento degli uomini delle forze dell’ordine in presidio ai luoghi sensibili, ma un efficientamento, con altre azioni da perfezionare e con analisi su eventuali criticità, legate soprattutto al passaggio dei mezzi di soccorso”. Ricordiamo che il livello di allerta a Milano è 2.

LEGGI ANCHE: Milano, nuove barriere antiterrorismo dopo l’attentato di Barcellona

 

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