Il biglietto ATM arriverà a 2 euro, il più caro d’Italia

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Il biglietto dell’ATM, la metropolitana milanese, arriverà a toccare i 2 euro. La data prevista sembra esser molto probabilmente marzo 2019. Milano avrà così il ticket più caro dell’intera Italia. La colpa sembra essere dell’assenza delle risorse statali, che vedrebbe l’azienda milanese costretta al rincaro. Ma con l’aumento della tariffa per il biglietto ordinario dall’1.50 euro ai 2 euro, arrivano promesse. Si punta sul potenziamento dei servizi e alla salvaguardia degli abbonati e dei più bisognosi. L’azienda punta a una equiparazione di tariffa tra la città e alcuni comuni dell’hinterland. Tra i comuni coinvolti ci sarebbero Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo e una buona parte di quelli di prima fascia.

Il progetto

Un progetto di circa 30 milioni di euro renderà area metropolitana di Milano in un’area regionale. Si passerà dall’attuale Sitam, ovvero il Sistema integrato tariffario area milanese in vigore attualmente, al Sbel, il Sistema di bigliettazione elettronica. Questo nuovo sistema permetterà di muoversi con un unico biglietto in tutte le città della Lombardia. Un’unica smart card per i tutti i trasporti pubblici che ha già fatto registrare dei problemi nell’emissione delle nuove tessere. Atm, Trenord e Ferrovie si sono attivate per le modifiche lo scorso maggio.

«Il Sitam è un modello iniquo e antistorico», ha dichiarato l’assessore ai Trasporti di Palazzo Marino Marco Granelli: «Noi vogliamo guardare a Londra e a Monaco di Baviera, con un sistema di tariffe a fasce legate alla distanza dal centro». Un’unica tessera su cui caricare gli abbonamenti valida su tutti i mezzi lombardi è il primo passo per avvicinarsi a quel sistema. Una rivoluzione che però prenderà piede, si crede, intorno alla seconda metà del prossimo anno.

L’ampliamento della rete

«Dal 2011 a oggi abbiamo aumentato di 11 milioni di chilometri-vettura la nostra rete, a fronte di un taglio complessivo di 16 milioni di euro di trasferimenti. Ora allunghiamo il capolinea del 15 a Rozzano, nel 2020 la linea rossa del metrò arriverà a Monza, ne 2021 entrerà in funzione il primo tratto della 4. Di fronte a questi sforzi i soldi che arrivano al Comune vanno diminuendo perché il calcolo della ripartizione dei fondi è fatto attraverso la spesa storica che non tiene quindi conto dei miglioramenti del servizio» sono i numeri riportati dall’assessore Granelli. Il quale prende un’impegno  «Stiamo lavorando per non penalizzare gli abbonati, cioè chi usa i mezzi tutti i giorni» e «Vogliamo tutelare le categorie più deboli. Ora vedremo se saranno possibili nuovi sconti e sgravi fiscali per determinate fasce d’utenza».

L’aumento del ticket influirà sul bilancio

L’aumento dovrebbe scattare a marzo 2019, ma questa sembra esser al momento solo una supposizione. Questa manovra garantirebbe un recupero di circa 50 milioni di euro. Il cantiere della linea 4 della metropolitana è costato al momento 100 milioni. A cui si devono aggiungere gli ulteriori 360 previsti per i lavori entro il 2023. Di questa cifra 110 sarebbero a carico dello Stato mentre i restanti a carico del Comune. Una spesa notevole e cui il rincaro del ticket darebbe una spinta in positivo. L’aumento però è osteggiato da una parte cospicua del Pd. Il quale dichiara attraverso Carlo Monguzzi, Alessandro Giungi e Aldo Ugliano: “Esprimiamo tutte le nostre perplessità per un aumento che in generale mal si concilia con l’attuale situazione economica e che è in perfetto contrasto con le fino ad ora virtuose politiche d’incentivazione all’uso dei mezzi pubblici”.

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