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L’8 maggio è stata inaugurata presso la Sala Multimediale di Palazzo Moriggio, dove ha la sua sede il Museo del Risorgimento la mostra “La Nebbiosa. Lo sguardo di Pasolini su una Milano ormai scomparsa” che rimarrà visitabile fino al 14 settembre.

Ora, il 5 giugno, avrà inizio la seconda parte di questo singolare progetto, che mescola la nostalgia per il passato al ricordo del grande poeta, scrittore e regista friulano, ucciso la sera del 2 novembre del 1975 presso il lido di Ostia in circostanze che, nonostante una serie di indagini e processi che hanno portato alla condanna del giovane Pino Pelosi, rimangono in gran parte ancora avvolte nel mistero.

Uno dei progetti di Pasolini al quale lo stesso autore teneva di più era “La Nebbiosa”, una sceneggiatura scritta nel 1959, contemporaneamente al suo romanzo “Una vita violenta”, che raccontava la vita dei ragazzi ricchi e viziati della Milano di quegli anni, sempre pronti a eccedere nel bere o ad ascoltare nei bar, spesso  fino a notte fonda, il rock n’roll di oltreoceano.

Il film avrebbe dovuto essere diretto dai giovani registi Gian Rocco e Pino Serpi, ma a causa di alcuni contrasti con Pasolini, non se ne fece nulla.

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Deluso, Pasolini mandò una copia della sceneggiatura alla rivista di cinema “Filmcritica” che ne avrebbe pubblicato la prima parte solo nel 1995, per ricordare i vent’anni della morte del regista friulano.

Nel 2013 la collana del Saggiatore “Le Silenche” ha dato alle stampe la prima versione integrale di “La Nebbiosa”, diventata oggi  il punto di partenza per questo singolare progetto.

Con la collaborazione di CReE e del Il Saggiatore Mostre, i milanesi che hanno vissuto la storia di Milano tra il 1950 e il 1965 hanno permesso che i loro ricordi  personali, in ben 1850 fotografie,  fossero condivisi con tutta la città, testimonianze  che fanno rivivere, anche se per poco, la città com’era in quegli anni.

E’ una occasione per rivedere Metanopoli, la città ideale di Enrico Mattei, i quartieri periferici dove nascono i nuovi condomini affiancati alle ultime cascine e spazi alberati, la zona del Naviglio che allora in rovina e i grattacieli Pirelli e Galfa, che con le loro luci artificiali punteggiavano il panorama notturno di Milano.

La mostra è scandita dalle citazioni della sceneggiatura di “La Nebbiosa” che formano, nel connubio tra testo e fotografia, quasi lo storyboard inedito di quel film che Pasolini non ha mai potuto girare su Milano.

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