La Milano del futuro prende sempre più forma grazie alla costruzione di grandi opere ideate da architetti di fama mondiale. La costruzione di grattacieli e palazzi dall’aspetto futuristico rappresenterà un’ulteriore motivo di attrazione turistica. Per avere idea di come sarà la Milano del futuro, continuate a leggere!

La Milano del futuro prende forma con opere di celebri architetti

Negli ultimi anni Milano ha registrato un incremento dei flussi turistici, grazie al suo ammodernamento. La costruzione di grandi opere e strutture dall’aspetto futuristico hanno attratto numerosi curiosi e appassionati di architettura. Tutte le opere costruite infatti, hanno sempre portato la firma di architetti celebri e di fama mondiale. Il cambiamento di Milano non si è certo fermato: molto presto prenderanno il via i lavori per la costruzione di altri cinque edifici che cambieranno profondamente il paesaggio urbano e che attireranno e visite di studiosi ed appassionati di architettura contemporanea.

Scopriamoli assieme…

Il nuovo volto di Milano

Una delle mete di punta della nuova Milano è il quartiere Porta Nuova. Qui sono presenti opere dalle linee completamente rinnovate ed innovative come la sede della società immobiliare Coima, disegnata da Mario Cucinella e l’Unicredit Pavilion firmato da De Lucchi. Una volta giunti a Porta Nuova la cosa che salta agli occhi è il contrasto tra i vari edifici esistenti ma allo stesso tempo la loro perfetta integrazione: rimarrete assolutamente colpiti dalle linee architettoniche, dalla struttura e dai materiali utilizzati, e non potrete non soffermarvi a osservare le due facciate in vetro e le due quinte di legno.

Questo gioco di contrasti e integrazione sarà accentuato ancor di più dalla costruzione prossima della Torre UnipolSai, un grattacielo di 120 metri progettato anch’esso da Cucinella, i cui lavori dovrebbero concludersi entro il 2019.

Sono da poco terminati anche i lavori per la costruzione della torre di Rem Koolhaas, con la quale si conclude il progetto del Museo Isarco portato avanti dalla Fondazione Prada. La Torre dalla forma irregolare ma dalle linee pur sempre minimali si staglia bianca e solitaria sulla zona. Al momento non è stata ancora fissata la data dell’inaugurazione ma dovrebbe ospitare nuovi spazi espositivi per la collezione permanente della fondazione assieme ad alcuni servizi come un ristorante.

Sempre in zona Porta Nuova, alle spale della Fondazione Prada, sullo sfondo si inizia ad intravedere lo scheletro di quello che sarà il primo edificio del progetto Symbiosis portato avanti da Beni Stabili: 120mila chilometri quadrati in cui entro il 2018 dovrebbe sorgere il quartier generale di Fastweb. Il progetto porta la firma dello studio  Citterio-Viel & Partners, che provvederà alla progettazione anche dei prossimi quattro palazzi che occuperanno l’area.

Un altro rinomato studio di architetti ha firmato il progetto per la costruzione del nuovo campus dell’università Bocconi. Stiamo parlando dello studio giapponese Sanaa che si occuperà della riqualificazione dell’intera area dove un tempo sorgeva la centrale del latte. Ad oggi inizia ad intravedersi un primo palazzo dalla pianta circolare, che sarà proprio quello destinato alle residenze universitarie: 300 posti accessibili a partire da settembre 2018, mentre entro la fine del 2019 saranno consegnati anche gli edifici per la Sda.

Ultima tappa ma non meno rilevante: Piazza Carlo Erba, dove sorgono le residenze di Peter Eisenman, realizzate insieme agli studi Degli Esposti Architetti e Guido Zuliani. I lavori dovrebbero concludersi entro un anno e mezzo, ad oggi si intravede già la linea di un edificio dalla forma a S.

Le dichiarazioni del Dipartimento di Urbanistica del Politecnico

Come vi abbiamo già accennato, il punto di forza delle nuove opere che daranno il volto alla Milano del futuro è certamente la capacità di questi nuovi edifici di coniugare innovatività e integrazione rispetto all’ambiente circostante. L’obiettivo ultimo della riqualificazione dell’area di Porta Nuova è certamente il   il recupero dell’ex scalo Romana. Come dichiarato da Gabriele Pasqui, direttore del dipartimento di Urbanistica del Politecnico, l’ex scalo Romana rappresenta: “il più importante elemento di ricucitura della zona. Tutti i singoli edifici di per sé sono rilevanti e contribuiscono a rendere più attrattiva Milano, ma è indispensabile che siano in grado di inserirsi nel territorio circostante, in un dialogo costante tra pubblico e privato che abbiamo come obiettivo la riqualificazione dell’area”.

Il cambiamento psicologico di Milano

Tutto questo ha portato a un cambiamento estetico, ma anche culturale e psicologico di Milano. Come confermato dalle parole del noto critico Philippe Daverio: “I milanesi quando vanno in piazza Gae Aulenti sono fieri della loro città. Questo dimostra che negli ultimi vent’anni c’è stato un cambiamento non solo fisiologico ma anche psicologico di Milano. Quando furono completati i lavori del nuovo Piccolo Teatro, degli Arcimboldi o dell’università Bicocca, le persone reagirono con diffidenza. Oggi, al contrario, le inaugurazioni mettono di buon umore, i cittadini si mettono in coda volentieri per ammirare gli edifici. Finalmente siamo usciti dalla “damnatio memoriae” dell’architettura fascista ed è tornata la voglia di guardare al costruito con curiosità e interesse”.

Parole confermate da quanto dichiarato da Valeria Bottelli, presidente dell’Ordine degli architetti: “I cittadini hanno capito che l’architettura è una disciplina che riguarda la collettività . In dieci anni le nostre visite guidate sono salite a quota 50, fra moderno e contemporaneo, e da Expo in poi abbiamo registrato un’impennata di richieste inaspettata”.

 

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