Inaugurazione Uniqlo in Piazza Cordusio a Milano

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Inaugurazione Uniqlo in Piazza Cordusio a Milano. Un’altra grande marca sceglie la nostra città per aprire il primo punto vendita italiano. Il negozio sorgerà proprio accanto al nuovo Starbucks Reserve Roastery, inaugurato il 6 settembre con un mega party. E’ stata finalmente resa nota la data di apertura del nuovissimo store del colosso giapponese nel nostro paese. L’inaugurazione si terrà sabato 6 aprile 2019 in Piazza Cordusio 2 dove si spalancheranno le porte verso lo store monomarca. 2500 metri quadrati suddivisi su tre piani che ospiteranno le linee moda per donna, uomo e bambino. Le proposte di questa marca sono davvero varie. Dall’intimo all’abbigliamento tecnologico, con UV cut per proteggere dai raggi UV.

Un altro brand sceglie la nostra città

Ecco giungere la conferma dell’imminente apertura del primo store italiano del colosso giapponese. Uniqlo si prepara ad aprire in Piazza Cordusio al numero 2, aggiungendo così l’Italia alla lista delle sue conquiste. Il marchio conta più di 703 negozi sono in Giappone, di cui 99 nell’aerea di Tokio, a cui si vanno ad aggiungersi i 260 in Cina. 41 in Corea del Sud e 3 a Singapore. All’unico punto vendita degli Stati Uniti d’America, a New York, si sommano quello di Parigi, Londra e Berlino. Uniqlo sbarca quindi a Milano, raggiungendo così la quota di quattro città in Europa. La location scelta è proprio accanto al nuovo store di Starbucks. Lo storico quartiere finanziario sta così cambiando faccia, trasformandosi in un luogo commerciale e di aggregazione sociale.

Uniqlo, le origini

Uniqlo nasce nel 1949 nella città industriale di Ube, prefettura di Yamaguchi, isola di Honshu, per volere di Hitoshi Yanai, che la chiama Ogōri Shōji. È una piccola ma solida azienda tessile a conduzione familiare, che nel 1972, con la morte di Hitoshi, passa nelle mani del figlio Tadashi, oggi l’uomo più ricco del Giappone. La sua entrata in scena nell’azienda del padre coincide con l’abbandono di sei su sette dei membri del consiglio direzionale: «All’epoca ero un tipo piuttosto arrogante e sei di loro decisero di andarsene, spaventati dall’idea che un giorno potessi diventare Ceo», ha raccontato lo stesso Yanai durante un’intervista.

Il motto dell’azienda: «Cambiare i vestiti, cambiare il pensiero convenzionale, cambiare il mondo.»

L’obbiettivo dell’azienda

Oggi il sessantasettenne imprenditore è fondatore e presidente di Fast Retailing, la quarta compagnia di apparel al mondo. La società comprende Uniqlo, Helmut Lang, Theory, Comptoir des Cotonniers e Princess tam.tam, il cui obiettivo dichiarato per il 2020 è quello di raggiungere i 50 miliardi di dollari di ricavi, con una precisa strategia di espansione che abbraccia Cina, Europa e Stati Uniti.  Le collaborazioni saldamente avviate negli ultimi anni poi, in particolare quella con l’ex designer di Hermès Christophe Lemaire, che è a capo di una collezione permanente, hanno permesso a Uniqlo di costruirsi una piccola nicchia di affezionati che ne apprezza l’approccio democratico e che hanno fatto dell’apparel giapponese a prezzo contenuto una sorta di sfoggio sociale. Ecco perché Jonathan Anderson lo indossa a fine sfilata.

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