dove abortire privatamente a milano
dove abortire privatamente a milano

In Italia, la legge 194 del 1978 legittima l’aborto volontario (interruzione volontaria di gravidanza) fino alla 12esima settimana.

Dopo tale termine, una donna può abortire solo se sussistono determinate condizioni cliniche che pongono la donna in pericolo di morte o nel caso in cui il feto non goda di ottima salute, presenti malformazioni potenzialmente mortali o sia già morto.

Sia che l’aborto sia volontario sia che sia dovuto a condizioni critiche di madre o feto, decidere di abortire non è di certo una passeggiata per una donna.

Fortunatamente a Milano ci sono molte cliniche laiche in cui è possibile fare un’interruzione di gravidanza ma queste strutture sono pubbliche: le cliniche private infatti non praticano l’IVG.

Lista strutture dove abortire a Milano

  • Clinica Buzzi di Via Castelvetro 24
  • Clinica Macedonia e Melloni di Via Melloni 52
  • Ospedale Niguarda di Piazza Ospedale Maggiore 3
  • Clinica San Carlo di Via Pio II
  • Clincia San Paolo di Via Rudini 8
  • Clinica Mangiagalli di Via della Commenda 12
  • Ospedale Luigi Sacco di Via Grassi 74
  • Ospedale Bassini di Via Gorki (Cinisello Balsamo)

Tutte queste strutture offrono la possibilità di praticare l’aborto a norma di legge e accolgono le pazienti in un clima di totale relax, senza giudicarle o fare domande inopportune circa la propria scelta.

Documenti necessari per abortire a Milano

Prima di sottoporsi a un’interruzione volontaria di gravidanza, c’è un iter ben preciso da seguire: innanzitutto, bisogna recarsi dal proprio medico di base per farsi rilasciare l’impegnativa con la richiesta di una IVG.

Con questo documento si può poi recarsi in un consultorio pubblico (o da qualsiasi altro ginecologo non obiettore di coscienza) per richiedere il certificato di IVG in cui si attesta l’effettiva gravidanza e la volontà della donna di non volerla portare a termine.

Prima di rilasciare suddetto certificato, la maggior parte dei consultori prevede un colloquio con un’assistente sociale al fine di dimostrare che la decisione di abortire sia presa liberamente dalla donna senza coercizione alcuna.

Una volta ottenuta la certificazione, ci si può recare in una delle cliniche o degli ospedali sovra citati che, dopo aver effettuato un breve day hospital in cui si fa una visita ginecologica e un colloquio con un’anestesista, fisserà la data dell’intervento.

L’intervento per l’interruzione di gravidanza si effettua in regime di day surgery ossia si viene ricoverate la mattina e, se tutto va bene, si viene dimesse nel primo pomeriggio.

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