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I cortili segreti di Milano potrebbe essere un bellissimo tour da organizzare per scoprire chiostri e cortili che si trovano custoditi dietro i muri grigi dei palazzi milanesi. A Milano esistono una serie di cortili che solo una volta all’anno vengono aperti al pubblico. Cortili Aperti, ed è una iniziativa gratuita promossa da ADSI, Associazione Dimore Storiche Italiane, insieme all’associazione Città Nascosta.

Ecco alcuni di questi:

Chiostro delle Umiliate

In via Cappuccio 5, è nascosto un vero tesoro milanese. Costruito nel tardo ‘400, è qui che nei secoli scorsi dormivano e pregavano le cosiddette “Signore Mosche”, cioè le monache Umiliate del Chiostro soprannominate così perché, vestite di nero dalla testa ai piedi, si muovevano sempre in gruppo per le strade della città e somigliavano ad uno sciame di mosche in volo. L’ingegner Guido Ucelli circa un secolo fa, si prese la proprietà di questo cortile proteggendolo dalle demolizioni selvagge che lo hanno messo più volte a rischio.

Palazzo Borromeo

In piazza Borromeo, 12. La sua costruzione terminò all’inizio del ‘400 ma fu vittima dei bombardamenti del 1943 e venne poi restaurato. È ancora di proprietà dei discendenti della famiglia Borromeo e oggi ospita abitazioni e uffici.

Palazzo Cornaggia

In Via Cappuccino 21. È l’ultima dimora aristocratica della contrada del Cappuccio. E’ uno dei cortili più antichi di Milano, costruito nel 1200, è stato restaurato in chiave neoclassica dai fratelli Luigi e Alfonso Castiglioni all’inizio dell’800.

Casa Radice Fossati

Via Cappuccino, 13. Edifico duecentesco, risistemato intorno al 1600. L’entrata al palazzo è molto discreta, ma subito si mette piede in un meraviglioso cortile.

Museo Archeologico

Corso Magenta, 15. Il cortile si trova all’interno di quello che una volta era il Monastero Maggiore di Milano.

Palazzo Arese Litta

Corso Magenta, 24. L’entrata è molto imponente, barocca, decisamente visibile da corso Magenta. All’interno, il cortile principale è in stile settecentesco e molto grande. Adiacente a questo c’è il “Cortile dell’Orologio” , chiamato così proprio per la presenza di un grande orologio, che oggi ospita il Teatro Litta.

Cortile Mini orto botanico

Il mino orto botanico si nasconde dietro via della Spiga ed è un tripudio di camelie, aceri, edera e pitosfori, ma è veramente difficile potervi fare una visita.

Chiostro di Santa Maria Maddalena

Il Chiostro che si erge dietro un muro grigio, alle spalle della Basilica di S. Ambrogio, in via Cappuccio al 7. Dichiarato monumento nazionale nel 1923, il chiostro del XV-XVI secolo è composto da un grande porticato con due ordini di colonne, in tutto 34, come precisò Stendhal. Si narra infatti che lo scrittore francese, grande appassionato di chiostri e giardini della città, avesse contato le colonne presenti nei cortili milanesi, fino indicarne in tutto circa 20 mila.

Cortili dell’Università Statale e della Cattolica

I cortili dell’Università Statale realizzati su progetto del Filarete, racchiudono al loro interno anche quattro cortili minori quattrocenteschi. Altrettanto suggestivi sono i chiostri bramanteschi dell’Università Cattolica. Forse poi non tutti sanno che in Largo Gemelli c’è un altro giardino segreto riservato alle sole signorine studentesse e per questo detto “Il giardino delle vergini”.

Palazzo Bagatti Valsecchi

Dimora storica sita al 7 e al 10 di via Santo Spirito. Accanto al benvenuto scritto in latino sul pavimento del cortile: “Age hospes est tibi amica domus” (“salve ospite, questa casa ti è amica”), uno sguardo va  riservato anche alla Madonna del Ratt, un bassorilievo in terracotta di Madonna con bambino, che dietro le spalle del bambin Gesù vede far capolino per l’appunto un topo.

Via San Gottardo

E’ tutto un susseguirsi di portoni che aprono a corridoi, porticati e chiostri. Al numero 18, oltrepassato l’anonimo portoncino di legno, compare un intero borgo, quasi un passaggio segreto che porta sulle case che guardano il naviglio di Ascanio Sforza; mentre al 37 c’è un cortile pieno di balconi curati.

Via della Moscova 33

Basta varcare il portone per ritrovarsi al centro di quello che un tempo era il quartier generale dei setaioli, ora sede della Banca Popolare Commercio e Industria. Si tratta di un grande cortile coperto, dove a fine Ottocento avveniva il carico-scarico di migliaia di bozzoli, cascami e filati di seta.

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