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Come visitare Expo dopo la chiusura

Expo Milano 2015 si è appena conclusa, un successo annunciato che ha ampiamente riconfermato le aspettative nazionali. Numero record di visitatori, una grandissima eco a livello mondiale, la collaborazione tra ben 140 nazioni in tutto il mondo, tutti fattori che ne hanno decretato il successo e il bellissimo messaggio, assolutamente positivo, che l’ha animata.

Tuttavia, dopo la fine di questa grande festa, conclusasi con una solenne cerimonia di chiusura officiata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la domanda che sorge spontanea, e che serpeggia sulle bocche degli italiani (e non solo), è sicuramente questa: quale sarà il futuro dei padiglioni di Expo? Per quanto riguarda la procedura, ai commissari dei vari Paesi è stato chiesto di indicare una destinazione futura per le proprie strutture, con l’obiettivo di immaginare per essi una «seconda vita».

Infatti proprio da oggi, primo novembre 2015, inizierà — partendo dagli arredi — la fase di smontaggio, poiché l’area espositiva dovrà essere libera entro il 3o giugno 2016. Un lavoro logistico decisamente imponente e lungo, considerando che, a restare intatte sul sito, saranno solamente poche strutture, tra cui Palazzo Italia, Cascina Triulza, il Padiglione Zero , l’Albero della Vita e l’Open Air Theatre.

Expo Milano 2015, il futuro dei padiglioni

Come visitare expo dopo la chiusura

L’area espositiva di Expo Milano 2015 non sarà più visitabile dopo la sua chiusura ufficiale, avvenuta ieri, 31 ottobre 2015, tuttavia i rumors sul futuro di alcuni padiglioni sono sempre più insistenti e interessanti. Infatti, ad esempio il Brasile propende per l’idea dell’asta, alla quale verranno messe molte strutture e arredi, pronti per la vendita online (compresa la rete, uno dei simboli della fiera), mentre le quattro torri del padiglione della Svizzera verranno riutilizzate come serre urbane all’interno del sito. Il frutteto del Barhain verrà trasformato in un giardino botanico, mentre le 12mila piante dell’Austria saranno ripiantate in un bosco vicino a Bolzano. Il padiglione dell’Azerbaijan rinascerà nella capitale Baku con un centro dedicato alla biodiversità, quello degli Emirati Arabi sarà portato a Masdar City, l‘Ungheria sarà parte integrante del Centro della Tutela Creativa del Patrimonio e dello Sviluppo dei Valori, l’alveare della Gran Bretagna verrà trasformato in una scultura, mentre il padiglione del Principato di Monaco diventerà sede operativa della Croce Rossa del Burkina Faso.

Expo Milano 2015, costi di demolizione

Abbiamo parlato del riutilizzo di alcuni padiglioni, ma ora conosciamo i costi di demolizione delle strutture dell’area espositiva di Expo Milano 2015: 

  • Costi di demolizione edifici e opere temporanee, che ammonta a circa 35 milioni di euro
  • Costi di adeguamento delle opere e delle infrastrutture, che si aggira sui 28 milioni di euro
  • Bonifiche consuntive, che si aggirano sui 6 milioni di euro

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