Ha 20 anni, è di Milano, ed è la prima persona indagata, nel capoluogo lombardo, per il fenomeno Blue Whale, una sorta di macabro gioco con riti di iniziazione, che porterebbe gli adolescenti al suicidio. A seguito delle indagini della Polizia postale coordinate dal pm Cristian Barilli, si è riusciti a risalire all’attività di una ventenne milanese, iscritta per istigazione al suicidio dopo aver accertato che, utilizzando il social network Instagram, avrebbe convinto una dodicenne a praticare atti di autolesionismo; nella fattispecie la ragazza avrebbe contattato la giovane, che vive tra Roma ed il nord Italia, chiedendole non solo di procurarsi alcuni tagli ma anche di inviarle le relative foto.
Le autorità lo hanno scoperto dopo il sequestro dello smartphone e del notebook dell’indagata ai primi di giugno, ma anche acquisendo i contenuti del cellulare della vittima; siamo nelle fasi iniziali di un’indagine avviata dopo una serie di segnalazioni ascrivibili al fenomeno del Blue Whale, nato in Russia, e che consiste di cinquanta diverse prove che vanno dagli atti di autolesionismo fino al suicidio, con un enorme rischio emulazione. Nei prossimi giorni è in programma un accertamento tecnico irripetibile per verificare se la 20enne abbia effettivamente spedito i messaggi di istigazione a compiere tali atti e verificare il ‘tenore’ di queste comunicazioni.