Ci siamo già occupati degli episodi di vandalismo legati ai servizi di bike sharing. Una nuova foto postata su Facebook da Andrea Giuricin ha però fatto riemergere il problema e indignato i cittadini di tutta la città.

Il “nuovo” bike sharing

Negli ultimi mesi, per tutta Milano si è diffuso un nuovo modo di condividere le biciclette. Sono infatti comparsi sulla scena cittadina Ofo e Mobike, due nuovi servizi che si contraddistinguono  dal “vecchio” BikeMi per il cosiddetto Free Floating. In sostanza, le biciclette si possono lasciare in qualunque punto della città. Sono state infatti eliminate definitivamente le stazioni fisse dove, in precedenza, venivano ritirate e lasciate le bici al termine dell’utilizzo.

Utilizzo “smart”

In un’era iperconnessa, lo smartphone come sempre ha un ruolo fondamentale nell’utilizzo di questi servizi. Attraverso un’App dedicata, infatti, è possibile localizzare le bici più vicine a noi, sbloccarle tramite un apposito PIN fornito dall’applicazione, spostarci in totale libertà e abbandonare il mezzo al termine dell’utilizzo. Questo sarà già pronto per il prossimo utente che ne avrà bisogno.

Costi

I servizi di bike sharing sono pensati anche per contenere i costi e permettere a tutti di muoversi pensando, oltre che all’ambiente, anche al proprio portafoglio. Ecco che le tariffe di Mobike sono più che accessibili: mezzo’ora in bicicletta costerà infatti 30 centesimi. Per il momento, invece, le biciclette gialle targate Ofo saranno gratis fino al 31 Ottobre. Le tariffe, comunque, saranno quasi certamente sui livelli di quelle di Mobike.

Free Floating e vandalismo

Questo nuovo servizio, più “libero” e a prova di cittadino, ha però dovuto fare subito i conti con il problema legato al vandalismo. Sono infatti apparse online diverse foto che ritraevano le biciclette Ofo e Mobike vandalizzate e rilasciate nei posti più assurdi: in cima agli alberi o sul fondo del Naviglio.

La denuncia di Andrea Giuricin

Il dibattito su bike sharing e vandalismo si è riaperto prepotentemente domenica dopo un post su Facebook di Andrea Giuricin, docente di Economia dei Trasporti e del Turismo all’Università di Milano Bicocca. La foto, scattata lungo il Naviglio Grande, ritrae diverse biciclette Ofo e Mobike buttate letteralmente in acqua e abbandonate a se stesse. Il post è stato condiviso centinaia di volte, accompagnato da commenti di sdegno e indignazione.

Le parole di Giuricin

Queste le parole apparse sul profilo Facebook ufficiale del docente dell’Università Bicicca: “La classe politica è solo lo specchio dei cittadini. Questo è il servizio di bike sharing a flusso libero di Mobike Italia e OFO Milano Bike sharing che può funzionare grazie a due principi: uno economico e uno civico.
Quello economico è l’economia della densità vale a dire che funziona solo se si trovano biciclette molto vicine.Quello civico è quello che manca in Italia. Se a Milano, città tra le più civiche in Italia, nel Naviglio ci sono così tante biciclette buttate da deficienti, non stupiamoci del declino del nostro paese”.

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