Ultimo saluto a Marta Marzotto

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Ultimo saluto a Marta Marzotto
Ultimo saluto a Marta Marzotto

Milano porge l’ultimo saluto a Marta Marzotto. Oltre ai quattro figli della stilista ed ex modella scomparsa pochi giorni fa, Paola, Diamante, Matteo e Carlo Alberto, tanta gente comune ha voluto dare l’ultimo saluto a Marta Marzotto.

I funerali si sono tenuto nella chiesa di Sant’Angelo. Oltre ai figli di Marta Marzotto, presenti anche i tanti nipoti, tra questi la giornalista e conduttrice Beatrice Borromeo assieme al marito Pieree Casiraghi e poi ancora Carlo Borromeo con la moglie Marta Ferri. Tra primi colleghi stilisti ad arrivare, Anna Molinari, fondatrice del marchio Blumarine. Diversi anche i volti noti giunti per dare l’addio alla “regina dei salotti”: l’attore, comico e conduttore tv Paolo Kessisoglu, la regista teatrale Andrée Ruth Shammah, Lele Mora, il giornalista Emilio Fede. In chiesa anche molta gente comune, che ha accolto l’arrivo del feretro con un piccolo applauso.

Sull’altare i ricordi dei nipoti, quello della prediletta Beatrice Borromeo. «Il mio primo ricordo è un enorme uovo di Pasqua» — racconta quasi sorridendo —. Sono tante, troppe le cose eccessive e diseducative che la nonna ha fatto per noi. Durante i viaggi con lei era tutto permesso: l’unica regola in vacanza era tornare alle 7 del mattino mentre lei rincasava alle 8, con le scarpe in mano, ma era straordinariamente generosa». Poi, quello commosso del figlio più piccolo, Matteo Marzotto, che quasi non riusciva a parlare, con gli applausi ad incoraggiarlo. «Diceva sempre che voleva essere ricordata con un sorriso — sottolinea — e non c’è foto in cui lei non sia sorridente. Sappiate che se n’è andata sorridente».

«Marta voleva che fosse un giorno di festa, voleva la musica — ha svelato durante l’omelia don Davide Banzato, il sacerdote della comunità «Nuovi Orizzonti» che ha celebrato il funerale —, e oggi lo stiamo vivendo con questo spirito». E poi, parlando con amici e parenti, il sacerdote ha detto di essersi fatto un’idea di come fosse Marta Marzotto: «In Marta c’era fame di vita, generosità, capacità di accoglienza, era sempre capace di sorridere alla vita e di essere se stessa, nel bene e nel male».

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