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Stipendi UberEats, Foodora, Deliveroo: confronto

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Uber – il colosso californiano di servizi web per la logistica e il trasporto – ha lanciato una nuova App: Uber Eats per la consegna di cibo a domicilio. Dopo il successo nelle città europee di Londra, Amsterdam, Bruxelles e Berlino, è la volta dell’Italia con Milano, la prima città italiana (44° nel mondo) ad avviare il servizio già attivo da ottobre 2016 (conta già una rete di ristoranti affiliati superiore a cento). UberEats sfida, dunque, gli altri due diretti competitors sul mercato: Foodora e Deliveroo. Ma quali sono le differenze tra loro e soprattutto cosa cambia per i lavoratori e i corrieri che alimentano la rete. Vediamo dunque gli stipendi UberEats, Foodora, Deliveroo: confronto.

Stipendi UberEats, Foodora, Deliveroo: confronto, ma non solo stipendi

Si chiama gig economy, letteralmente economia dei piccoli giri o lavoretti, l’evoluzione (forse in negativo) del precariato e si fonda principalmente sui servizi prenotabili online di consegne o logistica (come Uber per i taxi versione 2.0) dove il punto di forza sono i fattorini e i corrieri. I cosiddetti servizi di esternalizzazione del lavoro materiale di trasporto e consegna si basano sul non avere un rapporto di lavoro diretto tra azienda e fattorini o autisti, né di fornire i veicoli del trasporto. I lavoratori sono classificati come autonomi per mantenere i costi aziendali bassi e fuori dai registri come strategia di sviluppo. L’azienda corrisponde solo salari sottoforma di pagamento a ore o a cottimo, senza includere ferie retribuite, malattia o altri benefit.

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Tutti questi elementi sono in comune ai tre principali servizi mondiali di food delivery: UberEats, Foodora e Deliveroo.

UberEats, però, ha qualcosa di ulteriormente diverso: si propone solo come piattaforma di incontro tra i ristoranti e i fattorini i quali sono pagati settimanalmente tramite la stessa  App che a sua volta attinge alla commissione trattenuta ai ristoranti aderenti, è come se i ristoranti si pagano le consegne con l’aiuto della piattaforma tecnologica. Secondo il modello Uber, il lavoratore autonomo (leggi corriere/fattorino) fornisce il servizio in prima persona e usa la piattaforma come punto di incontro dell’offerta. Non ci sono turni, né zone da presidiare, né pagamenti a consegna o chilometraggio. Allo stesso modo non ci sono garanzie, né vincoli.

Vediamo nel dettaglio le caratteristiche dei servizi e gli stipendi UberEats, Foodora, Deliveroo: confronto.

Scheda Deliveroo

stipendi ubereats foodora deliveroo confronto

Nasce a Londra nel 2013 e ha per logo un canguro su fondo blu. Arriva in Italia, a Milano, nel novembre 2015, con una selezione attenta dei ristoranti da proporre alla clientela, collocandosi in una fascia medio-alta e tempi di consegna ridotti.

Colore divisa: azzurro;

numero dei ristoranti a Milano affiliati: circa 400;

Copertura del servizio: entro i confini della circonvallazione la copertura è totale, limitata nelle periferie;

tempi di consegna: 32 minuti tempo di attesa medio, stime più puntuali sono espresse durante la fase di selezione del menù.

Costi e modalità di pagamento: 2,50 € alla consegna per un ordine minimo di 15 €. Pagamento da effettuare a conclusione dell’ordine online con carta di credito o PayPal.

Stipendio dei fattorini: 8 € l’ora + un minimo di 1,50 € a 4,50 € per ogni consegna. Ad agosto 2016, la sede di Londra ha deciso di ridurre i compensi al di sotto del salario medio, suscitando proteste. La riduzione del salario è stato applicato in via sperimentale in alcune aree della città.

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Vantaggi del servizio Deliveroo:

  • presenza di numerose offerte promozionali con sconti per gli utenti iscritti e per i propri amici;
  • sconti su eventi culturali;
  • possibilità di seguire il corriere in tempo reale con GPS;
  • servizio sms per segnalazione di ritardi pari o superiori a 10 minuti rispetto alla stima con possibilità di richiedere un rimborso erogato sotto forma di credito per l’ordine successivo.

Svantaggi del servizio Deliveroo:

  • Scelta limitata dei ristoranti;
  • Stima dei tempi di consegna irrealistica;
  • App per Android non perfettamente stabile.

Scheda Foodora

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Nasce in Germania nel 2014 distinguendosi sul mercato per la consegna di cibo di alta qualità. In Italia, a Milano, è presente da settembre 2015, poco prima che arrivasse il concorrente Deliveroo. Innovativo è il servizio di consegna presso i parchi per i clienti desiderosi di fare un pic-nic last minute.

Colore della divisa: rosa e bianco;

Numero dei ristoranti a Milano affiliati: circa 350;

copertura del servizio: copertura totale entro la circonvallazione, Città Studi e zona San Siro; copertura limitata nelle periferie;

Tempi di consegna: attesa media di 30 minuti con stima precisa prima di completare o concludere l’ordine;

costi e modalità di pagamento: 2,90 € per la consegna per un ordine minimo di 10 €. Pagamento da effettuare a termine dell’ordine con carta di credito o PayPal.

Stipendio dei fattorini: a cottimo o a chilometraggio.

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Vantaggi del servizio Foodora:

  • Ottima qualità dei ristoranti;
  • Servizio clienti rapido ed efficiente;
  • Utilizzo dell’app semplice e intuitivo.

Svantaggi del servizio Foodora:

  • Scelta limitata dei ristoranti nelle zone periferiche;
  • Codici sconto non sempre funzionanti tramite App;
  • Frequenti errori di sistema (alcuni clienti hanno ordinato nei giorni di chiusura dei ristoranti con successivo rimborso su carta di credito).

Scheda UberEats

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Il servizio nasce nel 2015 in California come costola di Uber. In Italia, a Milano, è presente da ottobre 2016 e nonostante sia uno degli ultimi servizi di food delivery – in ordine cronologico – ad essere attivati in Italia  già molto popolare.

Colore della divisa: non esistono divise;

Numero dei ristoranti a Milano affiliati: in un mese di attività oltre 100;

copertura del servizio: copertura totale anche nelle periferie;

Tempi di consegna: attesa media di 20 minuti;

costi e modalità di pagamento: consegna gratuita (nel primo anno di attività, ma sarà di 2,50 € a consegna). Pagamento da effettuare a termine dell’ordine con carta di credito o PayPal.

Stipendio dei fattorini: stabilito tra ristorante e fattorino. Pagamento settimanale direttamente dall’app.

Vantaggi del servizio UberEats:

  • Qualità e varietà ampia dei ristoranti;
  • Servizio clienti rapido ed efficiente;
  • Utilizzo dell’app semplice e intuitivo.

Svantaggi del servizio UberEats:

  • Poche offerte promozionali;
  • Tempi di consegna non chiari e non visualizzabili prima di concludere l’ordine.

Approfondisci Come lavorare per UberEats


L’attuale manager generale italiano per Uber è Carlo Tursi che dovrà essere affiancato dal general manager selezionato per la piattaforma UberEats, la cui posizione è temporaneamente ricoperta da Daniele Cutrone. Gli stipendi dei manager sono ovviamente molto più alti e contrattati sulla base dell’esperienza.

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Altri servizi di food delivery

Dopo aver considerato gli stipendi UberEats, Foodora, Deliveroo: confronto, prendiamo in esame anche gli altri servizi di consegna del cibo a domicilio presenti in Italia e nel mondo.

Non tutti sanno che con Amazon Prime Now è possibile ordinare e ricevere entro un’ora a Milano e nell’hinterland milanese prodotti freschi o pronti di svariati marchi dai supermercati della catena Unes e NaturaSì.

Un altro importante servizio online di food delivery è JustEat, il primo servizio attivato in Italia e il più longevo. Diffuso in oltre 400 comuni italiani, il servizio nasce in Danimarca nel 2001; nel 2011 viene aperta una sede a Milano che conta 70 dipendenti (amministrativi), mentre le consegne sono solitamente effettuate direttamente dal personale dei ristoranti affiliati. Con l’arrivo sul mercato di altri concorrenti diretti, anche JustEat sta sviluppando un servizio di consegna a domicilio con una propria squadra di corrieri. Il servizio JustEat Delivery è attivo solo a Bologna, Firenze, Genova, Milano, Padova, Palermo, Roma, Torino e Verona. Il colore del logo è rosso e bianco con un numero di ristoranti affiliati a Milano di circa 670 ed una copertura completa con ampia scelta anche nei ristoranti. I tempi di consegna sono indicati subito dopo aver concluso l’ordine. Non esiste un costo fisso alla consegna o una spesa minima da effettuare perché varia da locale a locale. Il pagamento si può effettuare con carta di credito, PayPal o contanti al momento della consegna.

Dalla Spagna proviene un altro servizio di Food Delivery: Glovo, nato a Barcellona nel 2014. In Italia è presente a Milano dopo l’acquisizione della start up milanese Foodinho con il relativo portafoglio ristoranti. I glovers –  i fattorini di Glovo – si spostano in bicicletta e non consegnano solo cibo, ma anche abbigliamento, gadget elettronici e medicinali. I fattorini effettuano le consegne fino alle 2 di notte e si distinguono per la divisa di colore verde e gialla. I ristoranti partner sono 80 a Milano, ma il servizio effettua consegne anche di ristoranti non convenzionati. La copertura del servizio è solo entro i confini della circonvallazione con tempi di attesa tra i 35 e i 40 minuti. Alla consegna si paga 1,90 € per ordini effettuati presso ristoranti convenzionati e 4,90 € per i ristoranti non convenzionati. Il pagamento si effettua con carta di credito o in contanti alla consegna.

I numeri del food delivery

Il rapporto degli italiani con il take away è consolidato da tempo a partire dalla pizza da asporto fino al sushi, il kebab e gli hamburger. Secondo un’indagine GFK Eurisko su un campione di 2.000 persone, risulta che:

  • Il 51% degli italiani si reca di persona almeno una vola in sei mesi per ordinare e ritirare cibo pronto da consumare a domicilio;
  • Il 39% preferisce l’ordinazione telefonica con consegna direttamente a domicilio.
  • Il 2% utilizza come alternativa al telefono i servizi di online food delivery tramite app, ma il 19% si ripromette di utilizzare questi servizi in futuro.

Il dato di nicchia dei servizi online di consegna a domicilio è legato principalmente al fatto che questi servizi sono stati attivati solo nelle grandi città e che sono una realtà ancora recente. Tuttavia, la città ideale dove sono stati testati i servizi come UberEats, Foodora e Deliveroo è Milano, che si è rivelata un terreno fertile per questo tipo di attività e start up.

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Prestiti Compass: requisiti e come si effettua il calcolo rata

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Capita quasi a tutti, presto o tardi, di avere bisogno di una piccola/grande forma di aiuto: aiuto per realizzare i propri progetti, aiuto per portare avanti la propria formazione, aiuto per superare un momento di crisi, o magari aiuto proprio per affrontare al meglio un momento felice (pensate ad esempio a dei lavori di ristrutturazione in vista di un matrimonio, o all’acquisto di una nuova casa in vista dell’arrivo di un figlio). Per fortuna al giorno d’oggi i prestiti sono molto più facili da ottenere rispetto ad un tempo e, soprattutto, per fortuna oggi esistono tantissime realtà più che affidabili: aziende di comprovata esperienza, capaci di offrire un prestito a condizioni più che vantaggiose. Ebbene, nell’articolo di oggi ci occuperemo da vicino proprio di una di queste realtà, visto che proveremo a raccontarvi tutto quello che c’è da sapere sui prestiti Compass: vi presenteremo le principali offerte dell’istituto del gruppo Mediobanca, vi mostreremo i requisiti necessari per potere richiedere un prestito e vi spiegheremo come effettuare il calcolo della rata comodamente da casa propria, utilizzando esclusivamente un computer, un tablet o addirittura un semplice smartphone.

CHE COSA È COMPASS E DI COSA SI OCCUPA

Iniziamo raccontandovi che cosa sia Compass e di cosa si occupi questa particolare società per azioni fondata nel 1960 a Milano. Ebbene, Compass è una società finanziaria specializzata nel credito al consumo, quindi in prestiti personali e finalizzati, in carte di credito e nella cosiddetta cessione del quinto: una forma di prestito particolare che prevede la cessione di quote dello stipendio o del salario per l’appunto fino ad un quinto dell’ammontare dello stesso. Una società finanziaria che appartiene a Mediobanca Banca di Credito Finanziario, ovvero uno degli istituti di credito più importanti del nostro paese, oggi presente in diversi mercati internazionali con diverse sedi tra Pagiri, Madrid, Londra, Mosca, New York, Istanbul e tanto altro ancora.

IN COSA CONSISTONO I PRESTITI COMPASS

Il prestito online erogato da Compass è una comoda soluzione per realizzare i progetti più disparati: il suo ammontare può andare dai 3.000 ai 30.000 euro, e la somma può venire restituita in un lasso di tempo che può venire stabilito tra i 24 ed i 96 mesi (il superamento delle 84 mensilità è possibile solo per importi richiesti che siano superiori ad i 15.000 euro). Un aspetto particolarmente interessante dei prestiti Compass è che possono venire rapidamente richiesti online: per richiedere informazioni preliminari infatti è sufficiente recarsi sul sito di riferimento compass.it ed indicare informazioni basilari quali importo del prestito e numero di rate di restituzione, per calcolare rapidamente l’ammontare della cifra che dovremo restituire mensilmente. Inoltre è possibile sfruttare il sito di cui sopra anche per prenotare degli appuntamenti e venire seguiti in maniera più che personalizzata, in modo da cucire il prestito sulle proprie esigenze. Compass infatti si occupa anche di prestiti finalizzati e, come già detto, di Cessione del Quinto: per altro quest’ultima formula consente di richiedere anche importi più elevati (addirittura oltre i 75.000 euro), garantiti dalla busta paga del richiedente.

ALTRI SERVIZI COMPASS

Con Compass è inoltre possibile richiedere servizi ulteriori rispetto al prestito o alla Cessione del quinto: con l’istituto è infatti possibile accedere a soluzioni assicurative tanto facili da ottenere quanto innovative nella loro formula, in modo da proteggere al meglio la propria casa o, più in generale, i propri investimenti. Inoltre è possibile richiedere carte di credito e/o aprire conti: da questo punto di vista vi consigliamo nuovamente di recarvi su compass.it e di osservare da vicino la sezione dedicata a CompassPay, il nuovo Conto&Carta con tanti servizi online.

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Ecco tutto quello da sapere sul conto corrente Arancio

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ING Group, la banca olandese che pian piano negli anni si è allargata in Europa, è arrivata in Italia all’inizio del nuovo millennio.

Il logo prescelto dalla banca è una zucca stilizzata, ricca di semi e dunque pronta a fornire ai propri clienti le basi per lo sviluppo. Il colore dell’ortaggio ha dato il nome a varie prestazioni della banca: conto corrente arancio, mutuo arancio, prestito arancio… un marchio di fabbrica inconfondibile.

Il vantaggio principale del conto corrente Arancio è l’assenza di vincoli se le entrate mensili sono almeno di mille euro o se si accreditano lo stipendio o la pensione. Questo, più nel dettaglio, significa che bonifici, prelievi, più il rilascio di carta di debito o prepagata non comportano costi aggiuntivi. Se invece si sceglie di non accreditare le entrate, l’offerta si sposta a 2 euro al mese. Una recensione dettagliata del conto, messo a confronto anche con altri, è disponibile sul sito chescelta.it.

Entrare in conto arancio

La procedura per aprire il conto si svolge interamente online, da qualsiasi dispositivo con una connessione internet. Bastano il codice fiscale e un documento di identità valido per il primo step; successivamente, si dovrà effettuare la firma digitale, e, infine, inserire un secondo documento per attivare il conto. Le istruzioni per ogni passaggio vengono comunicate tramite mail o sms senza la necessità di recarsi a uno sportello bancario.

Qualora si volesse recedere, è sufficiente accedere alla propria Area riservata alla sezione Conto Arancio: non sono previste penali di alcun tipo.

Servizi

Il prelievo dal conto può essere effettuato sia con carta di debito MasterCard sia con corta di credito MasterCard Gold, da qualsiasi sportello, anche all’estero, con un costo del 4% dell’importo prelevato. Si può effettuare l’addebito diretto delle bollette sul conto corrente arancio, o trasferirle dal vecchio conto, così come il bollo auto, MAV e bollettini postali. I bonifici sono effettuabili gratuitamente sia tramite la App che il sito web, fino a 50.000 euro sia sul territorio nazionale che verso i paesi dell’Unione Europea. Sopra questa cifra è presente un addebito pari a 5 euro. Il servizio di mobile banking è disponibile sia su App Store sia su Google Play.

Carte di credito e di debito

Come anticipato, sono erogabili sia carte di credito che di debito associate al conto. La carta di credito MasterCard Gold richiede un canone di 2 euro al mese, salvo nel caso in cui venga usata per operazioni di costo superiore ai 500 euro. Il PIN può essere personalizzato, in caso si tema di dimenticarlo, e si possono fissare autonomamente i limiti di spesa giornaliera e mensile. La carta può essere sospesa temporaneamente in caso di smarrimento semplicemente accedendo alla App.

Questi servizi sono disponibili anche per la carta di debito MasterCard contactless, abilitabile per l’estero, con zero canone. Infine, la carta prepagata può essere sia ordinata che gestita dal cellulare, scegliendo la somma da ricaricare senza limiti. Il servizio di SMS alert per tracciare i pagamenti viene attivato su richiesta, a 0.50 euro al mese.

Interessi

Trattandosi di un conto corrente privo di remunerazione non è previsto un interesse attivo. Su un eventuale fido bancario, qualora venga richiesto, gli interessi passivi si aggirano intorno al 7,5%. Per richiedere il fido occorre consultare il sito.

Assistenza ai clienti

ING esiste da più di cinquant’anni ed è diffuso in 40 paesi, il che esalta l’affidabilità dell’istituto. In Italia sono presenti diverse filiali sul territorio, ma per richieste informazioni non è necessario recarsi fisicamente in una sede. Esistono infatti un numero verde gestito da personale efficiente oltre che forum e chat predisposte dall’azienda appositamente per dubbi e domande comuni. Il 96% dei clienti è iscritto ai canali digitali, indice di un ottimo funzionamento del sistema.

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Dispositivo anti abbandono: dove comprarli a Milano

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Dal 7 novembre 2019 il dispositivo anti abbandono è diventato obbligatorio, e sui giornali e sui social rimbalza la notizia. Al momento arrivano idee molto confuse su quali siano realmente a norma con la legge entrata in vigore e quale tipo sia da preferire. Ma in mezzo a questo caos di notizie ed idee contrastanti, rimane il fatto che le multe sono reali e davvero molto salate. Dopotutto c’è in ballo la vita dei nostri figli, e non poteva che essere così. C’è anche qualcuno che sostiene che la legge entrerà in vigore tra 120 giorni, quindi non prima di marzo 2020. Altri sostengono che invece la legge sia applicabile da subito. Mentre chiariscono le idee vediamo insieme le caratteristiche che dovrebbero possedere i dispositivi anti abbandono e quelli che sono attualmente in commercio.

Dispositivo anti abbandono

Secondo l’attuale legge il dispositivo anti abbandono deve poter attivarsi automaticamente ad ogni utilizzo e senza ulteriori azioni da parte del conducente. La maggior parte dei dispositivi attualmente reperibili sul mercato richiede tuttavia il Bluetooth. Sembra una cosa da niente, visto che ormai gli smartphone attualmente in commercio lo possiedono di base. Giustissimo, ma non tutti possiedono uno smart di ultima generazione e non sembra giusto aggiungere al costo del dispositivo, anche il costo di un cambio cellulare per chi non lo ritiene necessario. Ci sono poi quelli che devono esser attivati fisicamente e quelli che richiedono l’attacco all’accendisigari. Tutto questo in realtà è contro quello dichiarato dalla norma entrata in vigore. Infatti, che sia attivarlo manualmente, collegarlo all’accendi sigari o controllare l’attivazione del Bluetooth, tutti questi dispositivi necessitano delle azioni del conducente. E ovviamente non esiste il “mi sono dimenticato di attivarlo”.

Tutte le caratteristiche richieste dal dispositivo anti abbandono

Il dispositivo anti abbandono è stato confermato il 7 novembre 2019 e dovrebbe diventare obbligatorio il 6 Marzo 2020. Sembra che a breve saranno disponibili degli incentivi per chi acquista il dispositivo anti abbandono. In ogni caso, chi trasporta bambini al di sotto dei 4 anni deve tassativamente avere un sistema anti-abbandono a bordo della propria autovettura.

Il dispositivo deve possedere le seguenti caratteristiche:

  • si deve attivare in modo automatico, senza l’intervento umano
  • deve segnalare l’attivazione del dispositivo e avere un sistema di allarme, visivo e acustico o con vibrazione, percepibile sia dentro che fuori l’abitacolo della vettura
  • è necessario che sia conforme alle norme UE e possedere la marcatura CE
  • il sistema elettronico e sensori deve possedere anche un allarme che indichi la batteria scarica e deve poter in autonomia inviare segnalazioni di allarme via messaggi e/o chiamate a 3 numero di telefono distinti.

Dispositivi anti abbandono in commercio

Alcuni hanno invece la necessità di esser attivati a mano, come ad esempio Chicco Easy-Tech e Tata, o via Bluetooth, come Cybex Sensorsafe. Quindi già in partenza non vanno bene. O hanno bisogno di accendisigari, come Baby Bell o Remmy. Oltre ai sopracitati dispositivi anti abbandono attualmente in commercio, ne troviamo davvero moltissimi che richiedono il Bluetooth come base. Bebé confort, Foppapedretti babyguard, Inglesina e Typpy, l’unico a possedere una certificazione di conformità. Rimane poi Chicco BebèCare che sembra possa essere l’unico veramente automatico.

 

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