Il prossimo gennaio (dall’8 al 19) debutta al Teatro Franco Parenti l’atteso spettacolo teatrale Winston vs. Churchill diretto da Paola Rota con Giuseppe Battiston. Una manciata di giorni dalla prima nazionale dello scorso anno tenuta il 10 gennaio del 2019 al Teatro Alighieri di Ravenna che ebbe un successo quasi plebiscitario di spettatori e critica dando un decisivo abbrivio alle successive tappe del tour italiano. Con l’anno nuovo arriverà dunque a Milano quest’opera attesissima basata sul testo di Carlo G. Gabardini, Churchill e il vizio della democrazia. Tra battute folgoranti e momenti drammatici il grande statista, riportato in vita da Battiston, s’interroga sulle scelte più complicate della sua parabola esistenziale e sul senso stesso del suo percorso mortale. Nonostante i vari premi incassati nel corso degli anni trascorsi collaborando con il mondo del cinema (un premio Ubu, due nastri d’argento e tre David di Donatello), il genio artistico di Battiston, germogliato non a caso nella scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi, rende al meglio tra le quinte del palcoscenico e viene decisamente sublimato nell’interpretazione magistrale di questo Churchill ultra ottuagenario che ricalca perfettamente la statura del genio politico inglese.

Un’autorità giustificata non solo dall’impareggiabile recitazione ma anche dalla stessa stazza fisica dell’attore che trova il suo ideale contrappunto scenico, o meglio si alleggerisce, nella grazia dell’esile infermiera che nelle tappe precedenti del tour è stata interpretata dall’attrice veneziana Maria Roveran (la parte risulta ancora da assegnare per l’edizione del Franco Parenti). interlocutrice e anima gentile al quale Churchill confida i suoi pensieri crepuscolari e le sue sfavillanti memorie e al quale viene affidata la salute malferma dell’ex capo di Gabinetto della Regina, minata da anni di eccessi e malsani vizi (Churchill era un avido bevitore ed ebbe complicazioni polmonari a causa del fumo).
Un’opera che ha senz’altro il pregio di spingere al massimo la riflessione su di un personaggio complesso e controverso in bilico tra i suoi eccessi e suoi successi e i compromessi della sua intricata personalità. Churchill non è stato infatti solo uno degli uomini politici più importanti del secolo scorso ma è stato anche amato e odiato dal suo elettorato, quel popolo britannico che con lui condivise la pena dei bombardamenti tedeschi e puntò sul suo genio statistico nelle sue ore più buie.
Il successo italiano dell’opera già rappresentata a Ravenna, Napoli, Roma e Venezia trova una sua giustificazione anche perché nonostante la patina del tempo Churchill resta un personaggio di grande attualità non solo per il suo peso politico. Ad esempio recentemente su di lui si è scatenato un acceso dibattito quando un rappresentante dei laburisti lo scorso febbraio lo definì in parlamento come un “villain” (un cattivo), per via della repressione scatenata nel 1910 contro i minatori gallesi in sciopero nella valle di Rhondda. L’infelice commento contribuì a scatenare accese proteste non solo da parte dallo stesso nipote di Churchill seduto sui banchi di Westminster, Sir Nicholas Soanes, ma anche dallo stesso attuale Primo Ministro Boris Johnson che in una sua biografia dedicata proprio a Churchill ebbe modo di tessere le lodi dello statista definendolo come un eraoe della classe lavoratrice.

Nonostante lo scorrere del tempo Churchill resta dunque un personaggio decisamente affascinante e di estrema attualità che con le sue scelte ha contribuito senz’altro enormemente a forgiare la realtà odierna, un demiurgo della più moderna democrazia che in tempi di crisi sembra essere un valido punto di riferimento trasmettendo con la sua ineguagliabile sagacia “l’utilità della politica come tramite per prendere delle decisioni” com’è la stessa regista Paola Rota a raccontare nella descrizione dell’interpretazione di questo suo Churchill, “personaggio intriso d’umanità, che, con la sua proverbiale ironia e senso dello humor, viaggia in una dimensione sospesa tra presente e passato, tra realtà e memoria”.

Lo spettacolo della durata di 1 ora 20 minuti si terrà nella sala grande del Teatro Franco Parenti dall’8 al 20 gennaio del 2020. Per scoprire i prezzi dei biglietti nei vari settori in sala è possibile consultare direttamente il sito www.teatrofrancoparenti.it.

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