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Panettone Day Temporary Store a Milano: 25 panettoni selezionati da Iginio Massari

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È arrivata una golosissima anteprima di Natale a Milano. Dal 7 ottobre, e soltanto fino al 3 novembre 2019, apre un temporary store Panettone Day, in corso Garibaldi 42 a Milano. Nello store ben 25 declinazioni di panettoni, selezionate da Iginio Massari.

Temporary Store Panettone Day

Cosa vi aspetta in questo Temporary Store? Ovviamente il panettone, re assoluto del Natale meneghino. Ricette tradizionali, accompagnate da proposte più creative e curiose, ma sempre di ottima qualità, selezionate da Iginio Massari. Troverete anche numerose novità ed eventi. Il 17 ottobre una serata benefica a supporto della List – Lega Italiana di Lotta ai Tumori. La serata è organizzata in collaborazione con Callebaut, produttore belga di cioccolato.

“La creatività nel nostro lavoro rappresenta un elemento fondamentale, ma bisogna saper stupire con intelligenza e avere sempre come obiettivo la ricerca di un sapore in grado di conquistare il cliente — ha raccontato Iginio Massari presidente della giuria del concorso Panettone Day -. Il pasticcere è un artista in grado di far incontrare poesia, abilità e tecnica nella sue creazioni”.

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Liliana Segre e il suo messaggio contro l’ignoranza e l’indifferenza

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“Io non perdono e non dimentico, ma non odio”. Lo ha detto Liliana Segre. Il suo è un messaggio contro l’ignoranza e l’indifferenza. Dopo che le è stata assegnata una scorta per le minacce subite e l’abbraccio di tutta la città di lunedì scorso sotto una pioggia scrosciante, la senatrice a vita e sopravvissuta all’Olocausto, ha partecipato alla conferenza «Science for peace», organizzata all’Università Bocconi di Milano dalla Fondazione Umberto Veronesi. «Mi ci sono voluti 45 anni per riuscire ad andare a parlare davanti agli studenti, bisogna combattere l’ignoranza e l’indifferenza».

LEGGI ANCHE: Marcia dedicata a Liliana Segre a Milano: settantunesimo anniversario della Dichiarazione dei diritti dell’uomo

«Io non perdono e non dimentico, ma non odio. E la trasmissione del non odio e battersi contro l’odio è un ammaestramento utile per i ragazzi e per tutti, perché l’atmosfera dovuta all’ignoranza e all’indifferenza, che è stata la regina del mondo di allora, c’è purtroppo anche oggi».

Liliana Segre si è scontrata con quell’indifferenza e quell’ignoranza fin da subito, fin da quando tornò in città dopo aver visto e vissuto quegli orrori inimmaginabili. Una volta sopravvissuta e uscita dal lager, una volta tornata a casa, si è accorta che intorno a lei nessun era interessato a ciò che le era successo. ” Ho iniziato prestissimo, già nei primi giorni dopo il mio ritorno, a tacere. Mi ci sono voluti 45 anni per riuscire ad andare a parlare davanti agli studenti, senza mai nominare la parola odio e vendetta e fare il mio dovere di testimone”.

LEGGI ANCHE: Milano si stringe intorno a Liliana Segre: tutti in piazza sotto la pioggia

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Milano si stringe intorno a Liliana Segre: tutti in piazza sotto la pioggia

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Proprio ieri sera, la città di Milano si è stretta attorno alla senatrice a vita Liliana Segre. Negli ultimi giorni il suo nome rimbalza sulla rete. Il 7 novembre 2019 ha ottenuto la scorta per le continue e ripetute minacce che riceve via social, circa 200 al giorno. Qualche giorno dopo è stata fissata una marcia a lei dedicata per il 10 dicembre, a cui parteciperà il sindaco Sala. Ieri 11 novembre erano in moltissimi, sotto la pioggia battente, a dimostrazione che c’è speranza contro la stupidità umana.

LEGGI ANCHE: Marcia dedicata a Liliana Segre a Milano: settantunesimo anniversario della Dichiarazione dei diritti dell’uomo

Milano si stringe intorno a Liliana Segre: tutti in piazza sotto la pioggia

Liliana Segre non è soltanto una senatrice ma una sopravvissuta all’Olocausto. Ormai 89enne è ancora un’attivista e una delle ultime testimonianze viventi dell’orrore della seconda guerra mondiale e dell’orrore dei campi di concentramento. Davanti al Memoriale della Shoah, in piazza Safra, si è riunito un numero considerevole di persone. L’iniziativa è stata promossa dalle associazioni Bella ciao, Milano!, Anpi e Aned. Tra i moltissimi intervenuti sotto la pioggia battente di ieri sera, è spuntata l’immagine del giglio. Simbolo di forza e purezza, nonché il fiore da cui deriva il nome di Liliana. Tanti messaggi di pace e solidarietà, dimostrata a lei di fronte ai figli della senatrice Federica, Luciano e Alberto.

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Attualità

Lettera al giornale: “A Milano la scuola non raccoglie i suoi bocciati!”

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La denuncia di un cittadino inviata alla nostra redazione poco fa.
La pubblichiamo senza aggiungere ulteriori commenti in attesa che anche le altre parti interessate ci possano offrile la loro versione e abbiamo il diritto di replica.
Buongiorno, scrivo per denunciare un caso di ingiustizia scolastica avvenuto a Milano
che ha visto coinvolti alcuni ragazzi minorenni.
Vogliamo denunciare l’episodio affinché certi situazioni che portano “all’emarginazione sociale” non si ripetano.Lo scorso giugno, mia nipote di 15anni è stata bocciata, insieme a lei altri 8 studenti. La ragazza frequentava la Fondazione Cova di Milano, un Centro di Formazione Professionale finanziato da Regione Lombardia.

Dopo aver appreso che la ragazza era stata bocciata, ci è stato comunicato che NON avrebbe potuto ripetere la classe seconda nella scuola di appartenenza e che avrebbe dovuto cercarne un’altra. La comunicazione ci è stata data esattamente dopo un mese dalla fine dell’anno scolastico.

A seguito delle nostre lamentele, in data 10 luglio, esattamente 45 giorni dopo la fine della scuola, la Fondazione Cova, ha proposto alla studentessa “minorenne” di ripetere l’anno scolastico esclusivamente in Regime Duale, “precludendole” la possibilità di tornare sui banchi di scuola come da diritto.
Tale comunicazione da parte della Fondazione Cova, non solo confermava la brusca interruzione del percorso formativo della studentessa, ma la obbligava, qualora volesse restare nella sua scuola, a modificarlo.

Di fronte a questa azione della Fondazione Cova e del lesivo ritardo nella comunicazione, ufficializzata quando le scuole meneghine avevano già chiuso le iscrizioni, noi familiari siamo stati costretti a iscrivere la ragazza, ripeto “minorenne”, in una scuola privata, facendoci carico dei costi.

Pensiamo che ci sia stata una violazione del diritto all’istruzione perché è diritto di ogni studente poter ripetere l’anno nella scuola di appartenenza.
Considerando poi che né a Milano né in provincia esistono scuole con lo stesso indirizzo, la studentessa è stata anche obbligata a cambiare tipologia di scuola.

Con questa segnalazione mettiamo in discussione la tempistica delle comunicazioni e le opzioni offerte da Fondazione Cova. Opzioni che hanno messo in difficoltà la studentessa e la sua famiglia. Minando gravemente il diritto allo studio e la sua dignità.

La ragazza si è sentita emarginata, diversa, esclusa, e hanno creato un forte disagio economico alla famiglia.

Questa è la fotografia chiara di quello che è successo. Vogliamo usare la nostra voce per difendere questi studenti minorenni vittime di tale ingiustizia.

Certi della vostra attenzione e sensibilità, saluto cordialmente
Monica C.

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