Atm e rincaro biglietti: arriva lo stop della Regione

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Atm e rincaro biglietti, arriva lo stop della Regione. La riforma delle tariffe sembrava ormai un dato di fatto. Le nuove tariffe del trasporto pubblico sarebbero dovute entrare in vigore a marzo del 2019. Sembra però che non sarà così, almeno per il momento. La decisione definitiva non è ancora stata presa e il rincaro è stato rinviato a data da destinarsi. Questo è cio che ne è uscito dal Consiglio regionale. La Regione ha deciso di non prendere posizione per il momento e Ha così fatto saltare l’accordo raggiunto tra la Giunta lombarda e la Giunta milanese. Marco Granelli, assessore comunale alla Mobilità, è pronto «ad occupare la Regione» se questa non cambierà idea nel breve.

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Le nuove tariffe

Le nuove tariffe prevedono un’aumento del biglietto urbano da 1,50 a 2 euro. Non solo. Aumenteranno anche carnet e settimanali e l’abbonamento mensile. Invariato rimarranno soltanto l’abbonamento annuale, che sarà ora pagabile in comode rate, e gli abbonamenti riservati a giovani ed anziani. Un cambio generale nel modo in cui vengono calcolate le tariffe in città e provincia. Le città e le province di Milano, Lodi e Pavia sono state suddivise in cerchi concentrici, superati i quali scatta il cambio di tariffa. Col biglietto da 2 euro si potrà viaggiare anche nei Comuni della prima cintura dell’hinterland e a Cinisello Balsamo. In provincia, quindi, le tariffe caleranno. Ma la vera riforma è il biglietto unico, ovvero la possibilità di viaggiare con un unico titolo di viaggio tra treno e bus, tra Milano e provincia. La partenza delle nuove tariffe era prevista per marzo 2019, adesso è rimandata a data da destinarsi.

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Lo stop della Regione alla riforma

Il rincaro doveva partire in via sperimentale a marzo 2019 e proseguire per i prossimi tre anni. L’integrazione tariffaria sarebbe diventata realtà su tutte le reti, esclusa quella di Trenord. Questo era l’accordo raggiunto tra l’esecutivo guidato dal sindaco Giuseppe Sala e quello guidato dal governatore Attilio Fontana.

In Consiglio l’emendamento è stato ritirato su richiesta del capogruppo di Forza Italia, Gianluca Comazzi, supportato dal Movimento 5 Stelle. Il provvedimento dovrà quindi passare prima da un esame in commissione.

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Le dichiarazioni degli interessati

Granelli è su tutte le furie: «La Regione ha emanato una legge che fissa la scadenza di giugno 2019 per indire la gara sul trasporto pubblico locale. E la stessa Regione ci impedisce di rispettare questa scadenza perché non si può lanciare alcuna gara senza aver varato il nuovo sistema tariffario e il capitolato. Oltre a legare le mani al Comune – prosegue l’assessore – la Regione toglierà soldi ai mezzi pubblici di Milano e provincia in ossequio alle penalizzazioni previste per chi non rispetta la scadenza di giugno. E questo ci costringerà a ridurre il servizio penalizzando i milanesi ma anche chi abita nell’hinterland perché per loro il nuovo sistema tariffario prevedeva una diminuzione delle tariffe. Assurdo. O si cambia strada oppure occuperò la Regione».

Comazzi: «La Giunta Sala si vergogna a tal punto delle sue scelte impopolari che ha tentato di coinvolgere persino la Regione nella sua proposta di aumentare il costo del biglietto e degli abbonamenti Atm. Purtroppo per loro le forze di maggioranza non sono cadute nel tranello».

Simone Verni, consigliere regionale dei Cinque Stelle: «Abbiamo salvato chi usa il trasporto pubblico dall’ennesimo salasso. Il blitz targato Pd e Lega (leggi: Claudia Terzi ndr) avrebbe consentito un aumento tariffario del 30% come regalo di Natale per i viaggiatori. Un emendamento osceno».

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