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Autovelox viale Fulvio Testi Milano: mappa aggiornata

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Gli autovelox di Viale Fulvio Testi a Milano stanno mietendo parecchie vittime tra i pendolari che devono percorrere la strada per recarsi al lavoro. E’ del 19 febbraio 2019 l’ultima sentenza con cui il Giudice di Pace , dopo la presentazione da parte di un automobilista di un ricorso per ben 8 multe per eccesso di velocità, lo ha accolto.

Autovelox non omologati in Via Fulvio Testi

Innanzi tutto, sembra proprio vero che gli autovelox situati in Via Fulvio Testi a Milano non siano adeguati alle norme in proposito. “Mancata omologazione dell’apparecchiatura utilizzata” è il motivo per cui il Giudice di Pace ha accolto il ricorso dell’automobilista multato 8 volte per eccesso di velocità.

Non è questo il primo caso, probabilmente non sarà l’ultimo, se le varie proteste da parte di chi transita nel Viale suddetto non verranno verificate dagli enti preposti dal Comune di Milano. In questo caso l’automobilista graziato per le otto multe aveva come difensori i rappresentanti dell’associazione Globoconsumatori.

Dove sono situati gli autovelox incriminati?

autovelox

Sono due gli autovelox incriminati, situati tra la via Ca Granda e piazzale Istria. La loro installazione è su due pali di luce consecutivi: il n.10 e l’11, la cui posizione è all’interno dello spartitraffico. In questo tratto di Viale Fulvio Testi la carreggiata stradale si compone di 2 corsie per entrambi i sensi di marcia

Uno spartitraffico con piante e siepi divide i due sensi di marcia. Il limite si velocità è di 50 km all’ora in questo tratto stradale. Gli autovelox sono utilizzati automaticamente e non si possono contestare le loro rilevazioni immediatamente.

Autovelox pericolosi, sette

Sono sette in totale gli autovelox nuovi a Milano. Due sono collocati nelle direzioni verso il centro e periferia di Viale Fulvio Testi, due si trovano in via Ferrari, via Palmanova, via Parri e via Missaglia.

Gli autovelox sono annunciati da segnaletiche sia orizzontali che verticali, con immagini della Polizia locale. I dispositivi in discussione di Viale Fulvio Testi, sono pericolosi, posizionati in un tratto rettilineo, dove si trovano doppie corsie per ogni verso di marcia.

La zona dedicata allo spartitraffico non si può percorrere. Le apparecchiature sono del tipo T-Expeed V 2.0, senza alcuna omologazione del ministero dello Sviluppo Economico. Autovelox e multe in aumento vanno  di pari passo a Milano.

PER APPROFONDIRE:

Nuovi autovelox in città: ecco le novità >>

Tutti gli autovelox a Milano (aggiornato) >>

Multa autovelox, costi e modalità

La multa autovelox e il suo costo sono regolamentati dall’articolo 142 del codice della strada. Si tratta infatti di una sanzione amministrativa che l’automobilista è obbligato a pagare per non aver osservato il limite di velocità.

Il costo multe autovelox si basa su due variabili:
–  di quanti km/h si è superato il limite massimo di velocità;
–  quale è la fascia oraria in cui è stata commessa l’infrazione (dalle 7 alle 22; dalle 22 alle7).

Entro 90 giorni l’infrazione rilevata e la relativa sanzione viene comunicata all’automobilista, con l’eventuale decurtazione dei punti sulla patente. Dopo avere ricevuta la notifica della multa, possiamo pagarla subito o valutare se è il caso di fare ricorso, nei tempi debiti.

Ricorso per multa autovelox, come compilarlo e come inviarlo

Trascorsi i 90 giorni dalla rilevazione dell’infrazione, si può presentare ricorso per multa autovelox. La domanda va presentata al Giudice di Pace o al Prefetto, non a entrambi nello stesso momento. Il ricorso al Giudice di Pace, lo si deve fare  entro 30 giorni dalla ricezione della notifica.

La spesa da sostenere va da tra 40 € e 100 € e varia a seconda dell’importo della sanzione. In caso si ricorra al Prefetto, il ricorso va inoltrato entro 60 giorni ed è completamente gratuito. In caso la domanda non venga accettata, potrebbe essere richiesta una multa ancora maggiore.

Il ricorso va inviato tramite un documento scritto su cui è indicato in modo preciso il motivo per cui la multa viene ritenuta non corretta. Ad esso si allegherà la documentazione dell’infrazione, il verbale notificato ed eventuali  fotografie o testimonianze.

PER APPROFONDIRE: Multe autovelox Milano: come fare e quando si può chiedere il ricorso >>

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Prestiti Compass: requisiti e come si effettua il calcolo rata

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Capita quasi a tutti, presto o tardi, di avere bisogno di una piccola/grande forma di aiuto: aiuto per realizzare i propri progetti, aiuto per portare avanti la propria formazione, aiuto per superare un momento di crisi, o magari aiuto proprio per affrontare al meglio un momento felice (pensate ad esempio a dei lavori di ristrutturazione in vista di un matrimonio, o all’acquisto di una nuova casa in vista dell’arrivo di un figlio). Per fortuna al giorno d’oggi i prestiti sono molto più facili da ottenere rispetto ad un tempo e, soprattutto, per fortuna oggi esistono tantissime realtà più che affidabili: aziende di comprovata esperienza, capaci di offrire un prestito a condizioni più che vantaggiose. Ebbene, nell’articolo di oggi ci occuperemo da vicino proprio di una di queste realtà, visto che proveremo a raccontarvi tutto quello che c’è da sapere sui prestiti Compass: vi presenteremo le principali offerte dell’istituto del gruppo Mediobanca, vi mostreremo i requisiti necessari per potere richiedere un prestito e vi spiegheremo come effettuare il calcolo della rata comodamente da casa propria, utilizzando esclusivamente un computer, un tablet o addirittura un semplice smartphone.

CHE COSA È COMPASS E DI COSA SI OCCUPA

Iniziamo raccontandovi che cosa sia Compass e di cosa si occupi questa particolare società per azioni fondata nel 1960 a Milano. Ebbene, Compass è una società finanziaria specializzata nel credito al consumo, quindi in prestiti personali e finalizzati, in carte di credito e nella cosiddetta cessione del quinto: una forma di prestito particolare che prevede la cessione di quote dello stipendio o del salario per l’appunto fino ad un quinto dell’ammontare dello stesso. Una società finanziaria che appartiene a Mediobanca Banca di Credito Finanziario, ovvero uno degli istituti di credito più importanti del nostro paese, oggi presente in diversi mercati internazionali con diverse sedi tra Pagiri, Madrid, Londra, Mosca, New York, Istanbul e tanto altro ancora.

IN COSA CONSISTONO I PRESTITI COMPASS

Il prestito online erogato da Compass è una comoda soluzione per realizzare i progetti più disparati: il suo ammontare può andare dai 3.000 ai 30.000 euro, e la somma può venire restituita in un lasso di tempo che può venire stabilito tra i 24 ed i 96 mesi (il superamento delle 84 mensilità è possibile solo per importi richiesti che siano superiori ad i 15.000 euro). Un aspetto particolarmente interessante dei prestiti Compass è che possono venire rapidamente richiesti online: per richiedere informazioni preliminari infatti è sufficiente recarsi sul sito di riferimento compass.it ed indicare informazioni basilari quali importo del prestito e numero di rate di restituzione, per calcolare rapidamente l’ammontare della cifra che dovremo restituire mensilmente. Inoltre è possibile sfruttare il sito di cui sopra anche per prenotare degli appuntamenti e venire seguiti in maniera più che personalizzata, in modo da cucire il prestito sulle proprie esigenze. Compass infatti si occupa anche di prestiti finalizzati e, come già detto, di Cessione del Quinto: per altro quest’ultima formula consente di richiedere anche importi più elevati (addirittura oltre i 75.000 euro), garantiti dalla busta paga del richiedente.

ALTRI SERVIZI COMPASS

Con Compass è inoltre possibile richiedere servizi ulteriori rispetto al prestito o alla Cessione del quinto: con l’istituto è infatti possibile accedere a soluzioni assicurative tanto facili da ottenere quanto innovative nella loro formula, in modo da proteggere al meglio la propria casa o, più in generale, i propri investimenti. Inoltre è possibile richiedere carte di credito e/o aprire conti: da questo punto di vista vi consigliamo nuovamente di recarvi su compass.it e di osservare da vicino la sezione dedicata a CompassPay, il nuovo Conto&Carta con tanti servizi online.

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Ecco tutto quello da sapere sul conto corrente Arancio

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ING Group, la banca olandese che pian piano negli anni si è allargata in Europa, è arrivata in Italia all’inizio del nuovo millennio.

Il logo prescelto dalla banca è una zucca stilizzata, ricca di semi e dunque pronta a fornire ai propri clienti le basi per lo sviluppo. Il colore dell’ortaggio ha dato il nome a varie prestazioni della banca: conto corrente arancio, mutuo arancio, prestito arancio… un marchio di fabbrica inconfondibile.

Il vantaggio principale del conto corrente Arancio è l’assenza di vincoli se le entrate mensili sono almeno di mille euro o se si accreditano lo stipendio o la pensione. Questo, più nel dettaglio, significa che bonifici, prelievi, più il rilascio di carta di debito o prepagata non comportano costi aggiuntivi. Se invece si sceglie di non accreditare le entrate, l’offerta si sposta a 2 euro al mese. Una recensione dettagliata del conto, messo a confronto anche con altri, è disponibile sul sito chescelta.it.

Entrare in conto arancio

La procedura per aprire il conto si svolge interamente online, da qualsiasi dispositivo con una connessione internet. Bastano il codice fiscale e un documento di identità valido per il primo step; successivamente, si dovrà effettuare la firma digitale, e, infine, inserire un secondo documento per attivare il conto. Le istruzioni per ogni passaggio vengono comunicate tramite mail o sms senza la necessità di recarsi a uno sportello bancario.

Qualora si volesse recedere, è sufficiente accedere alla propria Area riservata alla sezione Conto Arancio: non sono previste penali di alcun tipo.

Servizi

Il prelievo dal conto può essere effettuato sia con carta di debito MasterCard sia con corta di credito MasterCard Gold, da qualsiasi sportello, anche all’estero, con un costo del 4% dell’importo prelevato. Si può effettuare l’addebito diretto delle bollette sul conto corrente arancio, o trasferirle dal vecchio conto, così come il bollo auto, MAV e bollettini postali. I bonifici sono effettuabili gratuitamente sia tramite la App che il sito web, fino a 50.000 euro sia sul territorio nazionale che verso i paesi dell’Unione Europea. Sopra questa cifra è presente un addebito pari a 5 euro. Il servizio di mobile banking è disponibile sia su App Store sia su Google Play.

Carte di credito e di debito

Come anticipato, sono erogabili sia carte di credito che di debito associate al conto. La carta di credito MasterCard Gold richiede un canone di 2 euro al mese, salvo nel caso in cui venga usata per operazioni di costo superiore ai 500 euro. Il PIN può essere personalizzato, in caso si tema di dimenticarlo, e si possono fissare autonomamente i limiti di spesa giornaliera e mensile. La carta può essere sospesa temporaneamente in caso di smarrimento semplicemente accedendo alla App.

Questi servizi sono disponibili anche per la carta di debito MasterCard contactless, abilitabile per l’estero, con zero canone. Infine, la carta prepagata può essere sia ordinata che gestita dal cellulare, scegliendo la somma da ricaricare senza limiti. Il servizio di SMS alert per tracciare i pagamenti viene attivato su richiesta, a 0.50 euro al mese.

Interessi

Trattandosi di un conto corrente privo di remunerazione non è previsto un interesse attivo. Su un eventuale fido bancario, qualora venga richiesto, gli interessi passivi si aggirano intorno al 7,5%. Per richiedere il fido occorre consultare il sito.

Assistenza ai clienti

ING esiste da più di cinquant’anni ed è diffuso in 40 paesi, il che esalta l’affidabilità dell’istituto. In Italia sono presenti diverse filiali sul territorio, ma per richieste informazioni non è necessario recarsi fisicamente in una sede. Esistono infatti un numero verde gestito da personale efficiente oltre che forum e chat predisposte dall’azienda appositamente per dubbi e domande comuni. Il 96% dei clienti è iscritto ai canali digitali, indice di un ottimo funzionamento del sistema.

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Dispositivo anti abbandono: dove comprarli a Milano

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Dal 7 novembre 2019 il dispositivo anti abbandono è diventato obbligatorio, e sui giornali e sui social rimbalza la notizia. Al momento arrivano idee molto confuse su quali siano realmente a norma con la legge entrata in vigore e quale tipo sia da preferire. Ma in mezzo a questo caos di notizie ed idee contrastanti, rimane il fatto che le multe sono reali e davvero molto salate. Dopotutto c’è in ballo la vita dei nostri figli, e non poteva che essere così. C’è anche qualcuno che sostiene che la legge entrerà in vigore tra 120 giorni, quindi non prima di marzo 2020. Altri sostengono che invece la legge sia applicabile da subito. Mentre chiariscono le idee vediamo insieme le caratteristiche che dovrebbero possedere i dispositivi anti abbandono e quelli che sono attualmente in commercio.

Dispositivo anti abbandono

Secondo l’attuale legge il dispositivo anti abbandono deve poter attivarsi automaticamente ad ogni utilizzo e senza ulteriori azioni da parte del conducente. La maggior parte dei dispositivi attualmente reperibili sul mercato richiede tuttavia il Bluetooth. Sembra una cosa da niente, visto che ormai gli smartphone attualmente in commercio lo possiedono di base. Giustissimo, ma non tutti possiedono uno smart di ultima generazione e non sembra giusto aggiungere al costo del dispositivo, anche il costo di un cambio cellulare per chi non lo ritiene necessario. Ci sono poi quelli che devono esser attivati fisicamente e quelli che richiedono l’attacco all’accendisigari. Tutto questo in realtà è contro quello dichiarato dalla norma entrata in vigore. Infatti, che sia attivarlo manualmente, collegarlo all’accendi sigari o controllare l’attivazione del Bluetooth, tutti questi dispositivi necessitano delle azioni del conducente. E ovviamente non esiste il “mi sono dimenticato di attivarlo”.

Tutte le caratteristiche richieste dal dispositivo anti abbandono

Il dispositivo anti abbandono è stato confermato il 7 novembre 2019 e dovrebbe diventare obbligatorio il 6 Marzo 2020. Sembra che a breve saranno disponibili degli incentivi per chi acquista il dispositivo anti abbandono. In ogni caso, chi trasporta bambini al di sotto dei 4 anni deve tassativamente avere un sistema anti-abbandono a bordo della propria autovettura.

Il dispositivo deve possedere le seguenti caratteristiche:

  • si deve attivare in modo automatico, senza l’intervento umano
  • deve segnalare l’attivazione del dispositivo e avere un sistema di allarme, visivo e acustico o con vibrazione, percepibile sia dentro che fuori l’abitacolo della vettura
  • è necessario che sia conforme alle norme UE e possedere la marcatura CE
  • il sistema elettronico e sensori deve possedere anche un allarme che indichi la batteria scarica e deve poter in autonomia inviare segnalazioni di allarme via messaggi e/o chiamate a 3 numero di telefono distinti.

Dispositivi anti abbandono in commercio

Alcuni hanno invece la necessità di esser attivati a mano, come ad esempio Chicco Easy-Tech e Tata, o via Bluetooth, come Cybex Sensorsafe. Quindi già in partenza non vanno bene. O hanno bisogno di accendisigari, come Baby Bell o Remmy. Oltre ai sopracitati dispositivi anti abbandono attualmente in commercio, ne troviamo davvero moltissimi che richiedono il Bluetooth come base. Bebé confort, Foppapedretti babyguard, Inglesina e Typpy, l’unico a possedere una certificazione di conformità. Rimane poi Chicco BebèCare che sembra possa essere l’unico veramente automatico.

 

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