Cambio residenza Milano controlli: come funziona e orari. Per chi cambia città o indirizzo deve comunicarlo all’Ufficio Anagrafe entro e non oltre i 20 giorni dal trasferimento. L’Ufficiale d’Anagrafe si preoccuperà di effettuare l’iscrizione anagrafica nei due giorni lavorativi successivi alla dichiarazione. Successivamente provvederà ad accertare la sussistenza dei requisiti previsti. Gli effetti giuridici delle iscrizioni anagrafiche hanno inizio dalla data di presentazione della dichiarazione. Se in seguito agli accertamenti previsti, gli esiti risultano negativi, l’Ufficio Anagrafe interrompe il procedimento. Viene inviata quindi una comunicazione al richiedente. Il soggetto potrà replicare presentando dei documenti utili all’istruttoria. Nel caso le dichiarazioni risultino false, verrà tempestivamente informata l’autorità giudiziaria. Non solo si va incontro alla decadenza dai benefici ma anche a delle sanzioni penali.

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Cambio residenza Milano controlli: chi li fa e quando

Dopo aver richiesto il cambio di residenza vengono disposti dei controlli. Il loro principale compito è quello di verificare se il richiedente vive davvero presso l’indirizzo, indicato sui documenti, oppure se si tratti solo di una residenza definita “di comodo”. A tal fine l’Ufficiale dell’anagrafe delega la Polizia Municipale. Quest’organo di polizia è tenuto a svolgere i controlli entro 45 giorni dalla richiesta del cambio di residenza.

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Cambio residenza Milano controlli: come avviene il controllo

Dunque, una volta presentata la dichiarazione e la richiesta del cambio residenza all’Ufficio dell’anagrafe, i controlli effettivi sono affidati alla Polizia Municipale. Saranno loro a recarsi materialmente presso l’indirizzo indicato nella dichiarazione presentata per il cambio di residenza. Il loro compito è quello di verificare la presenza effettiva della persona o del nucleo familiare. Nel caso in cui la Polizia Municipale non trovi nessuno nell’abitazione indicata come nuova residenza, ritenterà, riproponendo il controllo in un’altra giornata. Se non troverà nessuno o verifichi delle anomalie, queste verranno comunicate subito alle autorità di pubblica sicurezza.

La Polizia Municipale ha quindi 45 giorni per compiere gli accertamenti necessari. Nel caso in cui i controlli dovessero esser negativi, l’Ufficiale dell’anagrafe potrebbe anche decidere che non vi siano gli elementi reali che provino che la persona risieda effettivamente dove ha dichiarato di abitare. In questo caso, l’Ufficiale potrebbe rigettare la richiesta di cambio residenza. In questo caso verrà comunicato all’interessato, al suo vecchio indirizzo.

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Cambio residenza Milano controlli: cosa fare in caso di rigetto 

Se doveste incorrere in questo intoppo, non vi preoccupate. Nulla impedisce a chi ha già ottenuto un rifiuto di cambio di residenza di presentare una nuova richiesta. In caso vi arrivi il provvedimento di rifiuto della richiesta di cambio di residenza, avete 30 giorni di tempo per opporvi presentando ricorso al prefetto. Un consiglio per chi richiede il cambio residenza. Recatevi in Comune, presso l’Ufficio dell’anagrafe, quando il trasloco al nuovo indirizzo sarà già terminato e vivrete effettivamente al domicilio indicato. In questo modo la Polizia Municipale potrà concretamente accertare che il trasferimento sia effettivo e non fittizio. E non incapperete in un rigetto della domanda.

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