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Coltivare Cannabis in casa: questa nuova legge lo consentirà

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Chi è intenzionato a crescere la canapa in casa propria, sarà probabilmente libero di farlo nel prossimo futuro.

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Un nuovo disegno di legge che ne depenalizza la coltivazione ha superato in questi giorni l’esame della Commissione di Giustizia ed è pronto alla sfida della discussione alla Camera dei Deputati.

La proposta che promette di rivoluzionare la legislazione in materia è partita dal deputato Riccardo Magi. Il punto saliente della proposta è la depenalizzazione della coltivazione di marijuana.

Questo traguardo darebbe la possibilità a tanti consumatori di produrre da sé la propria Cannabis, potendo acquistare sullo shop Sensoryseeds tutto ciò di cui hanno bisogno.

Canapa: cosa dice la legge italiana

La legislazione italiana sulla Cannabis si basa principalmente su 2 norme:

  • la legge n.242 del 2 dicembre 2016;
  • il Testo Unico Stupefacenti (DPR 309/90).

La legge 242/2016 ha come scopo dichiarato quello di promuovere la filiera agroindustriale della canapa, regolando la produzione delle varietà della pianta utilizzate a fini industriali. In particolare ammette la liceità di coltivazione delle varietà di canapa inserite nel “Catalogo comune delle Varietà di specie delle piante agricole” ottenute da sementi certificate.

Inoltre specifica tutta una serie di prodotti ottenibili dalla lavorazione della piante, tra i quali:

  • alimenti;
  • cosmetici;
  • fibre;
  • olii;

Il Testo Unico tratta delle sostanze che vanno considerate stupefacenti a termini di legge, includendo la Cannabis. Fanno eccezione le varietà utilizzate esclusivamente a fini industriali.

Il problema centrale, presente in entrambe le leggi, è la mancata specificazione di quali parti della pianta sia lecito lavorare e quali no. Il punto cruciale riguarda le infiorescenze dalle quali si ottiene la marijuana mediante essiccazione. Seppur la loro manipolazione non sia espressamente consentita, è pur vero che non viene vietata da nessuna norma.

Questa confusione fa sì che le decisioni al riguardo siano spesso incoerenti e contraddittorie. Come in tanti altri settori, anche in questo la poca chiarezza è un ostacolo alla vita del privato cittadino.

Con il nuovo ddl si potrebbe fare un primo passo verso una risoluzione dell’intricata situazione legislativa.

Coltivare Cannabis: in che modo sarà possibile

La proposta di legge di cui vi parliamo si caratterizza per i seguenti punti:

  • depenalizzazione della coltivazione domestica di Cannabis – il limite è di 4 piante femmine (quelle che producono le infiorescenze dalle quali si ottiene la marijuana);
  • inasprimento delle pene nei casi di reati particolarmente gravi quali l’associazione a delinquere e lo spaccio nei confronti di minorenni;
  • riduzione delle pene per i “fatti di lieve entità” (detti anche di “piccolo spaccio”) – attualmente la normativa non distingue tra le varie tipologie di stupefacenti. La pena è decisa dal giudice da un minimo di 2 anni a un massimo di 6 anni di carcere, senza tener conto che si tratti di marijuana o, magari, di cocaina. Con il nuovo ddl si ridurrebbe a un massimo di 1 anno per la marijuana e di 2 anni per le altre droghe.

Il prossimo passo sarà la discussione della proposta in Parlamento per un’eventuale approvazione che la trasformerebbe in legge. Se così fosse l’Italia sarebbe il primo Paese in Europa a consentire la coltivazione domestica della canapa.

La proposta ha provocato un terremoto nel mondo politico, causando una spaccatura all’interno della stessa maggioranza. Da una parte si cita la libertà personale e la possibilità di togliere una parte dei consumatori di droga dalle grinfie delle organizzazioni criminali. Dall’altra vengono a galla timori di un aumento incontrollato nel consumo di tutti i tipi di droga e conseguenti preoccupazioni sulla sicurezza.

Quel che è certo è che la notizia è sulla bocca di tutti. Tant’è vero che è stato indetto sempre in questi giorni un referendum sullo stesso argomento che ha ottenuto un boom di firme in brevissimo tempo.

Tra chi spera che il ddl possa diventare legge non ci sono solo coloro che la consumano a scopo ricreativo. In tanti, infatti, utilizzano la Cannabis a scopo terapeutico.

Cannabis e medicina

La ricerca scientifica sui possibili usi farmacologici della canapa è ancora molto giovane. In commercio esistono solo 5 farmaci a base di Cannabis, tutti prodotti nei Paesi Bassi.

Tuttavia è comunemente accettato che i suoi principi attivi, in particolare il THC, possano essere d’aiuto in determinate situazioni patologiche. Nelle terapie del dolore, per esempio, vengono utilizzati tanti farmaci che, seppur utili, possono dare problemi per via delle loro controindicazioni. In questo campo talvolta la marijuana può agire in associazione o in sostituzione dei farmaci, migliorando le condizioni del paziente. Naturalmente, come per i medicinali tradizionali, l’assunzione va effettuata seguendo le indicazioni dei medici curanti.

Oltre che come analgesico, la Cannabis può essere utilizzata anche in altri casi come:

  • trattamento degli spasmi faciali di patologie quali la Sindrome di Tourette;
  • trattamento di condizioni croniche di nausea;
  • stimolazione dell’appetito nei casi di inappetenza causati dall’anoressia o da particolari cure mediche come la chemioterapia.

L’interesse nei confronti della nuova proposta di legge non è, dunque, solo ricreativo. Ci sono questioni molto più delicate che riguardano l’argomento.

Per questo il  dibattito va affrontato con la massima serietà, soppesando attentamente i pro e i contro.

Il futuro ci dirà quale sarà l’esito dell’”azzardo” del deputato Riccardo Magi, colui che ha promosso il ddl. La decisione definitiva sarà nelle mani dei nostri parlamentari.

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