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Cronaca

Chi è Aliza Hrustic, il padre che ha picchiato e ucciso suo figlio di 2 anni

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Tutto è iniziato ieri mattina, con una telefonata che chiedeva aiuto perchè il figlio non respirava bene. All’arrivo dei soccorsi l’uomo, che aveva fatto la telefonata di richiesta di soccorso al 112, non c’era. Nell’appartamento Aler, occupato abusivamente in via Ricciarelli 22, si trovavano soltanto la madre, Silvja una ragazza di 23 anni, croata e incinta di 5 mesi, e il bambino di due anni, ormai deceduto. Sul suo corpo evidenti segni di violenza. Accompagnata in Questura la madre ha dichiarato che ad uccidere il bambino era stato il padre, che aveva poi dato l’allarme, prima di sparire. Era scattata così la caccia all’uomo, conclusasi qualche ora più tardi, in zona Giambellino, con la cattura del padre Aliza Hrustic.

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Chi è Aliza Hrustic, il padre che ha picchiato e ucciso suo figlio di 2 anni

L’uomo è stato fermato con l’accusa di omicidio volontario aggravato. L’accusa è oltretutto aggravata dalla minore età del figlio e dai maltrattamenti precedenti. Una volta arrivato in Questura, il 25enne ha subito rilasciato una confessione, avvenuta davanti agli investigatori della squadra Mobile di Milano e al pm Giovanna Cavalleri.

Fin dal ritrovamento del corpicino senza vita, le indagini si erano concentrate sul padre. Il bimbo era nato a Milano il 6 gennaio del 2017. Al momento del ritrovamento di trovava disteso di fianco su di un divano. Sul corpo presentava diversi lividi e una ferita alla testa. Aveva anche i piedi fasciati, probabilmente per dei tagli. Aliza Hrustic è nato a Firenze 25 anni fa, ma è di origini croate. Sulla sua fedina un precedente del 2016 per riciclaggio e un periodo di obbligo di firma al commissariato di Lorenteggio. Gli investigatori avevano localizzato il cellulare dell’uomo, per rintracciarlo alle 11,30 del mattino in zona Giambellino. Con lui due dei quattro figli della coppia, le figlie più piccole. Una volta in commissariato ha subito confessato, confermando le accuse della moglie. Tuttavia “Non è stato in grado di spiegare precisamente cosa gli è venuto in mente in quel momento” ha detto il capo della Mobile, Lorenzo Bucossi. “Non sappiamo se il bambino stesse piangendo, ha solo raccontato che non riusciva a dormire e che aveva assunto hashish. Si è alzato e, in preda a un accesso di rabbia incomprensibile, lo ha picchiato a morte”.

Attualmente, dei quattro figli della coppia, tre al bimbo di due anni ucciso, le due figlie più piccole sono affidate ai servizi sociali e un altro si trova attualmente in Croazia.

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Le dichiarazioni di chi lo conosce

“Aliza è un tipo irascibile e violento“, ha raccontato Bardo Secic, prozio del sospettato. “La mia famiglia non gli parla da due anni, da quando mi ha aggredito senza motivo colpendomi alla testa con la fibbia della cintura. Ho ancora la cicatrice”. Anche le dichiarazioni di alcuni vicini di casa confermano le parole del prozio. Anche loro parlano di una  persona “molto violenta e spesso sotto l’effetto di droghe, in particolare fumo, che passava le giornate in un bar”.

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Cronaca

Studentessa scompare a Milano: l’appello sui social

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Una studentessa di 25 anni, Maria Henriquez, originaria del Salvador e frequentante il Politecnico di Milano, è scomparsa senza lasciare traccia. Sembra che non abbia con sé né documenti e nemmeno il cellulare. Dopo aver presentato denuncia di scomparsa alla polizia, gli amici di Maria lanciano un appello via social per rintracciarla.

Studentessa scompare a Milano

La studentessa non ha familiari in città e il suo ultimo avvistamento risale alle 6 del mattino di venerdì 15 novembre al Policlinico di Milano, in via Francesco Sforza. La ragazza, informano, soffre di asma.

“Chiunque avesse notizie contatti la stazione di polizia più vicina. Serve l’aiuto di tutti” si legge sull’appello via social

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Cronaca

Spruzzano spray al peperoncino in una scuola a Milano: 35 intossicati

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Una cosa che sta diventando alquanto comune, forse troppo, negli ultimi tempi. Di nuovo degli intossicati, questa volta ben 35, a causa, ancora una volta, dello spray al peperoncino. Questa la “bravata” di questa mattina nella scuola media Gemelli di via Pescarenico a Milano. Qualcuno ha spruzzato lo spray all’interno dei bagni della scuola e poco dopo le 11.30 è scattato l’allarme.

Spruzzano spray al peperoncino in una scuola a Milano: 35 intossicati

Gli studenti hanno iniziato ad avere fastidio agli occhi e bruciore alla gola così la scuola ha dovuto chiamare i soccorsi. È giunto sul posto il personale medico di soccorso con sette ambulanze e due auto mediche. Sono arrivati all’istituto anche ai carabinieri del Radiomobile e della stazione Milano Barona e i vigili del fuoco.  Per questa bravata sono rimasti intossicati trentacinque ragazzini tra gli undici e i tredici anni. Tre di loro sono però stati ricoverati. Una 13enne con problemi di asma, è stata portata al San Paolo in codice giallo. Codice verde per altri due studenti. Una 11enne e un tredicenne sono stati portati alla De Marchi. La scuola è stata evacuata e dovrà esser bonificata dai pompieri giunti sul posto.

Dalle prime ricostruzioni sembra che la bravata sia stata orchestrata da due undicenni che, con l’uso delle bombolette al peperoncino, avrebbero reso irrespirabile e tossica l’aria dei bagni,

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Cronaca

I PM sequestrano il Villaggio Sogno di Natale all’Ippodromo a Milano: apertura a rischio

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Sembra che il villaggio natalizio più grande d’Italia possa non aprire i battenti. Venerdì mattina è stato eseguito un controllo di sicurezza, che a quanto pare non è stato superato. I tecnici Ats, gli agenti della “Freccia 5” della polizia locale e la procura, hanno messo sotto sequestro tutti e tre gli edifici all’Ippodromo Snai di San Siro. Il Villaggio “Sogno di Natale” è quindi sotto sequestro. Niente Grande Fabbrica dei Giocattoli, nessuna Casa degli Elfi e nemmeno Casa di Babbo Natale.

LEGGI ANCHE: Sogno del Natale: Il villaggio di Natale più grande d’Italia

Sogno di Natale all’Ippodromo a Milano sotto sequestro

Il controllo ha fatto emergere che il Villaggio più atteso, non solo perchè una novità in città ma anche perchè il piu grande d’europa, sia stato realizzato senza rispettare le regole di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro. Sembra che i ventinove operai, facenti parte di cinque  ditte distinte, siano stati trovati a lavorare su ponteggi montati male e con impianti non a norma.

“L’obiettivo è evitare che si verifichino gravi infortuni”, spiegano dalla procura.

LEGGI ANCHE: Villaggio Sogno del Natale: apertura posticipata e rimborsi

Aprirà o no?

Il fascicolo, di inottemperanza delle norme antinfortunistiche, è stato aperto dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e dal pm Mauro Clerici. Ancora non è chiaro se “Il Sogno di Natale 2019”, immaginato e desiderato dei bambini di mezza Italia, sia inevitabilmente compromesso. Il coordinatore sicurezza in fase di esecuzione del cantiere, ha già stabilito di far ripartire i lavori in vista dell’apertura prevista per il 22 novembre, ma solo nell’area non posta sotto sequestro.

QUI il biglietto per il Sogno di Natale

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