Il sottopasso della ferrovia del Tertulliano è stato messo in sicurezza. Da ormai molto tempo si discuteva dello stato del sottopasso della ferrovia di via Tertulliano. Colmo di rifiuti, ricovero temporaneo per tossicodipendenti e spesso utilizzato come via di accesso per i ladri di viale Puglie, il sottovaso era simbolo del degrado di una zona milanese e si chiedeva a gran voce un intervento che lo mettesse in sicurezza.

Avviata la messa in sicurezza del sottopasso di via Tertulliano

Finalmente le richieste sono state assecondate come dichiarato dall’assessore Rozza:

Abbiamo raccolto appello dei cittadini per un’area terra di nessuno. Ringrazio AMSA, NUIR e Polizia locale che si sono attivati prontamente per risolvere un problema che esisteva da anni. Abbiamo accolto l’appello dei cittadini che, nel corso di una visita nel loro quartiere per parlare dei problemi di sicurezza, ci hanno espresso le loro preoccupazioni per una zona che era terra di nessuno. Avevano ragione, il sottopasso era al servizio solo di chi voleva delinquere. Ringrazio AMSA, NUIR e Polizia locale che si sono attivati prontamente per risolvere un problema che esisteva da anni.

Il sottopasso della ferrovia di via Tertulliano è stato infatti completamente ripulito e sono iniziati i lavori per chiuderlo definitivamente entro breve. Grazie alla forza congiunta di alcuni rappresentanti dei residenti, della Polizia locale e dell’assessore alla Sicurezza Carmela Rozza, la mattina del 25 luglio è stata fatta un’ispezione della zona per permettere ad AMSA di pulire l’area in sicurezza e al NUIR, il Nucleo urbano di intervento rapido del Comune, di iniziare i lavori. Questi ultimi consisteranno nella realizzazione di un muro dal lato di via Bonfadini e di un cancello dall’altra parte per permettere l’accesso a Ferrovie dello Stato.

Gli altri interventi di riqualifica a Milano

E’ un periodo fertile per i lavori di riqualifica nel capoluogo lombardo. A Dergano, tra le vie Caianello e Besozzi sta per sorgere una torre di 13 piani, la Torre Monterosa che verrà realizzata dove si trovava un terreno incolto tra i quartieri di Dergano, Derganino e Bovisa. Un’opera di riqualifica notevole che vedrà la vendita di appartamenti di nuova costruzione, classe energetica “A”, in zona 9. Intanto si guarda anche ai cantieri della M4 che fino con un progetto per renderli piacevoli alla vista e contrastare il degrado territoriale. I cantieri sono stati dipinti con volti noti, fiori e paesaggi grazie al progetto di vestizione delle paratie con le opere di street art. Sono state scelte 61 idee per raccontare Milano usando i cantieri del metrò 4 e le proposte sono arrivate dalle fonti più disparate: privati cittadini, scuole, associazioni e studi privati. Lo scopo è quello di rendere i cantieri parte integrante della vita cittadina e rendere le barriere un luogo bello e ben inserito nella cornice del paesaggio invece che deturparlo. Si tratta anche di un deterrente per gli atti vandalici e ha riscosso un incredibile successo.
Si sta inoltre parlando dell’imminente riapertura dei Navigli. Il sindaco Beppe Sala ha parlato di una riapertura integral divisa in fasi. La prima – che dovrebbe riportare alla luce i primi due chilometri di canali, dovrebbe concludersi entro il 2022. Il sindaco ha dichiarato:

I costi per la prima riapertura sono di 150 milioni circa e li recupereremo dai nostri bilanci anche se contiamo sulla generosità dei privati. L’intera operazione potrebbe costare 500 milioni ma si deciderà più avanti sulla seconda parte, anche perché prima la città dovrà digerire il primo passaggio in termini di viabilità e opere. La riapertura potrebbe partire tra circa un anno, dopo che sarà messo a bolla il progetto finale e si saranno fatte tutte le approvazioni politiche. Prevedo la riapertura di cinque tratti di canali che, insieme, fanno due chilometri. La nostra intenzione però è quella di arrivare a una riapertura integrale. Una fase di consultazione ci sarà, ma se faremo un referendum lo deciderà a settembre il Consiglio comunale, anche valutando i costi. Io su questo sono aperto, l’altra via potrebbe essere quella dell’udienza o del dibattito pubblico. Abbiamo valutato la possibilità di appoggiarci al referendum per l’autonomia della Lombardia del 22 ottobre ma non ce la facciamo con i tempi.

Insomma, la città di Milano non si smentisce mai per spirito di iniziativa e buona volontà. Vedremo quanti altri progetti interessanti riserverà il prossimo futuro.

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