Real Bodies, un visitatore resta incastrato in una capsula di ibernazione. Manca pochissimo alla chiusura della mostra più attesa del 2018. Ed ecco che compare la disavventura di un visitatore. Al centro della vicenda c’è la capsula Dewar KA-2 nella sezione immortalità della nuova edizione della mostra Real Bodies. Secondo quanto comunicato dagli organizzatori della mostra, il visitatore, un uomo piemontese di 55 anni, sarebbe rimasto incastrato nella capsula.

Real Bodies: la vicenda

L’uomo avrebbe dato un’occhiata all’interno della capsula per poi scivolarne dentro fino alle ginocchia. Il problema è stato che non riusciva più a liberarsi. Sono intervenuti cosí i responsabili di sala che hanno tentato di liberarlo. L’uomo si sarebbe fatto prendere da una crisi di panico, rimanendo sempre più incastrato. Per fortuna non è servito l’intervento dei vigili del fuoco. L’uomo è stato infine estratto dalla capsula senza un graffio. “Volevo controllare la capienza della capsula perché sono interessato al programma di ibernazione”, ha spiegato il 55enne piemontese ai curiosi che si sono chiesti perchè si sia sporto così tanto da rimanere incastrato.

Gli organizzatori della mostra hanno comunicato che quello dell’uomo piemontese non sarebbe un caso isolato. Sono davvero moltissimi i visitatori che si sono interessati al programma di ibernazione. Dall’apertura dell’esposizione sono arrivate già sette richieste di ibernazione e sono state decine le richieste di informazioni più dettagliate.

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La storia della capsula esposta alla mostra di Real Bodies

La storia della capsula esposta alla mostra di Real Bodies inizia a metà degli anni Duemila. Un miliardario russo voleva crioconservare la moglie, una malata terminale di cancro. Si rivolse a KrioRus, una società che si occupava di ibernare parti del corpo a -196 gradi centigradi. Per esaudire la sua richiesta fu costruita appositamente la capsula KA-2. Lunga 4,20 metri era in grado di ospitare un corpo intero. Fu però utilizzata solo per la donna, che nel frattempo era deceduta. Poi la società decise di progettare capsule che consentissero di ospitare più corpi insieme. La KA-2 non venne più usata e nel 2018 è stata destinata all’esposizione di Real Bodies a Milano.

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“Una multinazionale russa leader nella crioconservazione ha scelto ‘Real Bodies’ per mostrare da vicino, per la prima volta in Europa, le capsule di crioconservazione per esseri umani e animali da compagnia, mai uscite prime dai suoi laboratori. La prevendita ha dato risultati insperati, con oltre 3.000 ingressi già acquistati, da quando abbiamo annunciato ai visitatori che spiegheremo quali stadi attraversa un corpo vivente quando viene preservato con la tecnologia crionica più moderna” ha dichiarato Mauro Rigoni.

Real Bodies e la Crioconservazione

La tecnologia di conservazione attraverso il congelamento è garantita dall’azoto liquido, definita Crionica. Il processo è illustrato, durante la mostra, in tutte le sue fasi. La perfusione, la sostituzione del sangue con numerosi solventi crioprotettori, prima del raffreddamento simultaneo. Il raffreddamento programmato ed infine la crioconservazione definitiva che avviene a -196 gradi centigradi. In futuro le persone crioconservate potranno risvegliarsi perfettamente in forma. Una prospettiva, al limite della fantascienza, che renderebbe possibile molti sviluppi. I viaggi spaziali potrebbero esser affrontati da austronauti crioconservati, aggirando così numerose problematiche legate agli spostamenti così lunghi. E ancora le ultime ricerche genetiche sviluppate su DNA e cellule staminali. Una promessa di un futuro dove non invecchieremo mai.

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