Banksy torna a far parlare di sé. Un suo quadro si autodistrugge durante l’asta. Banksy è uno dei misteri del nostro tempo perchè chi sia in realtà non si sa. Tutto è avvolto da un alone di mistero che, con il passare del tempo, non fa che infittirsi. Le ipotesi sulla vera identità dell’artista sono davvero tante. Tuttavia non manca occasione di far parlare di sé. Le sue opere sono vere e proprie provocazioni contro il potere, il conformismo, la guerra, il consumismo, e molto altro.

Ed è proprio attraverso una delle sue opere più famose che torna far parlare di sé. “La ragazza col palloncino” si è autodistrutto. Dopo essere stato  battuto all’asta di Sotheby’s, a Londra. Prezzo finale dell’opera è stato 1 milione e 200mila euro. Sotto gli occhi increduli dei presenti il quadro si è letteralmente sbriciolato. Un meccanismo nascosto ha fatto scivolare l’opera al di sotto della cornice, mentre veniva sbriciolata da un trita carte. L’artista ha poi svelato su Instagram come ha ideato e montato il congegno già diversi anni fa.

L’ennesima provocazione di Banksy, il quadro che si autodistrugge

Dopo esser stata battuta all’asta per oltre un milione di sterline ecco che “La ragazza col palloncino”, almeno gran parte dell’opera, è stata ridotta a brandelli. Un tritadocumenti nascosto nella cornice ha ridotto la tela in tante striscioline. Si presume che ad azionare così tempestivamente il meccanismo potrebbe essere stato lo stesso artista. 225mila e 341mila euro la valutazione dell’opera “La ragazza col palloncino”. L’opera forse più celebre dell’artista era stata appena aggiudicata da un compratore anonimo per telefono alla Contemporary Art Evening Sale. Quel venerdì sera, dopo esser stato battuto un vero record di vendita per l’artista, ecco accadere l’irreparabile. Poco dopo che il banditore aveva battuto il martello, indicando la fine dell’asta, una sorta di trita documenti, nascosto dietro la cornice, ha distrutto gran parte della tela. Scivolata fuori dal fondo del quadro a terra in tante piccole striscioline.

Banksy era presente durante l’autodistruzione

La tempestività di questa autodistruzione ha lasciato tutti sbigottiti ed alimenta ulteriormente le voci sulla vera identità dell’artista. Che l’artista fosse presente in sala ed abbia azionato egli stesso il meccanismo nascosto. Questo è un vero mistero. L’ennesimo che ruota attorno alla figura di questo artista. Alcuni testimoni raccontano che dopo il fatto hanno intravvisto un uomo vestito di nero, con tanto di cappello e occhiali da sole, all’ingresso della casa d’aste. Sul suo profilo Instagram ha subito pubblicato un’immagine con la scritta “Going, going, gone…”, letteralmente “Sta andando, sta andando, andato…”.

Conseguenze per Sotheby’s

“Siamo stati Banksyzzati”, ha ironizzato Alex Branczik, senior director di Sotheby’s. “Non ci è mai capitata una situazione simile in passato… dove un quadro si distrugge spontaneamente dopo aver raggiunto un quasi record per l’artista. Siamo impegnati a capire che cosa possa significare nel contesto di un’asta”.

Di solito infatti, quando un’opera viene danneggiata mentre è alle cure della casa d’asta, l’acquirente può cancellare l’offerta. Ma Branczyk sostiene che, dopo l’improvvisata, il quadro abbia acquisito ancora più valore. Il quadro era stato “autenticato da Pest Control”, l’organizzazione che agisce per conto di Banksy. Aveva firma e dedica sul retro e “cornice fatta dall’artista”. Il venditore nel 2006 aveva acquistato l’opera direttamente dall’artista.

 

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