Milano, la fabbrica del vinile

 

Milano, la fabbrica del vinile che negli ultimi tempi è ritornato di moda. Dai Ramones e Vasco, giusto per citarne due. A Settala, appena 15 chilometri ad est di Milano si trova l’unico centro italiano che produce le matrici da cui si ottengono i mitici 33 giri.
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L’azienda si chiama Phono Press ed è la sola azienda italiana in grado di seguire l’intero processo di produzione del 33 giri. Le macchine, con la vernice vintage e rigorosamente scrostata, sono quelle originali degli anni Settanta. [ad_out company=”inread” format=”widget.all” opts-ctx=”all”]La nuova vita della Phono Press la si deve a Filippo De Fassi Negrelli, quarantenne veneto che sette anni fa ha deciso di cambiare vita lasciando  un lavoro in banca per scommettere sulla sua grande passione: il vinile:  “Una volta, solo nel milanese, c’erano almeno dieci aziende che producevano dischi – racconta – ora siamo soli. [ad_out company=”onetag” format=”300×250.mobile”]Ma negli ultimi anni c’è stata una riscoperta, è sicuramente l’unico formato che ha mantenuto il suo perché: suona meglio ed è più silenzioso”.

Negli ultimi anni con l’arrivo del cd e della musica digitale, il 33 giri non veniva più prodotto, ma ultimamente grazie alle richieste di cantanti famosi come Vasco Rossi ed i Ramones, la produzione ha lentamente iniziato a ripartire. [ad_out company=”onetag” format=”300×50.mobile”]Nel frattempo, nulla è cambiato da allora: le vasche dove prende forma la matrice che serve per la duplicazione del disco. Le presse, con una forza di 100 tonnellate, dove grani di pvc vengono scaldati e trasformati in un cilindro. [ad_out company=”advn” format=”in-text” opts-ctx=”all”] Successivamente questa massa morbida viene schiacciata quasi come se fosse plastilina. Ed ecco il vinile come lo vediamo nei negozi. Oggi la Phono Press sforna fino a 5mila 33 giri al giorno.

La richiesta, da sette anni a questa parte è cresciuta.[ad_out company=”onetag” format=”player-actfb” opts-ctx=”desktop”] “Nel 2010 ne stampavamo circa 250mila in un anno – conferma De Fassi Negrelli – oggi viaggiamo sui 650mila”. Un dato su tutti, quello che arriva dall’Inghilterra, dove secondo i dati della Entertainment Retailers Association per la prima volta il vecchio formato ha incassato più del digitale.

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